Nuovo giro di convocazioni, nuove discussioni da bar. Come ogni volta. E del resto è inevitabile: ogni volta che Roberto Mancini dirama l'elenco dei calciatori chiamati in Nazionale, i punti di vista sulla questione sono inevitabilmente diversi. Che si tratti di amichevoli, di qualificazioni o, come in questo caso, di Nations League. Questione d'onore ferito, a volte.
Prendiamo la Lazio, che vincendo sabato sera a Empoli ha la possibilità di chiudere il campionato al secondo posto dietro al cannibale Napoli. Quanti sono i giocatori di Sarri chiamati da Mancini? Quattro? Cinque? No: appena due. Ovvero l'intoccabile Ciro Immobile e il cavallo di ritorno Mattia Zaccagni. Mentre altri due papabili sono stati ignorati: Nicolò Casale e Alessio Romagnoli. Ovvero la coppia centrale titolare della seconda difesa meno battuta d'Italia (30 reti al passivo, dietro solo al Napoli con 28).
Per Casale non è una novità: l'ex difensore del Verona non è mai stato chiamato in Nazionale. Né da Mancini, né da nessun altro. Le sue uniche presenze in azzurro sono tre e risalgono al 2019 e al 2020, ma con l'Under 21. Poi, superata l'età delle giovanili, è stato solennemente ignorato
I NUMERI DI CASALE IN CAMPIONATO
| PRESENZE | GOAL | CLEAN SHEET |
| 28 | 1 | 15 |
Il caso di Romagnoli, invece, è diverso. Lui si era stato appena chiamato recentemente da Mancini, che lo aveva inserito in rosa per le partite di marzo contro Inghilterra e Italia. A Ta' Qali, peraltro, l'ex rossonero era pure rimasto in campo dal primo all'ultimo minuto, offrendo un'ottima prestazione pur contro un avversario evidentemente modesto.
I NUMERI DI ROMAGNOLI IN CAMPIONATO
| PRESENZE | GOAL | CLEAN SHEET |
| 33 | 1 | 16 |
Eppure nella nuova tornata di convocazioni, questa volta valida per la semifinale - e, si spera, pure la finale per il primo e secondo posto - di Nations League - per i due laziali non v'è proprio posto. Casale non c'è, Romagnoli men che meno. Anche se hanno guidato la Lazio al secondo posto a suon di clean sheet (20, uno più della Juventus e ben quattro più del Napoli). Anche se la forza biancoceleste è derivata proprio da lì, dal bunker difensivo costruito da Sarri.
Romagnoli è arrivato alla Lazio in estate con i galloni del titolare. Tifoso, calciatore di alto livello, il rimpiazzo ideale di Acerbi. Per Casale, nonostante l'alta considerazione del mercato nei suoi confronti, i dubbi erano maggiori: non aveva mai indossato la maglia di una grande squadra, del resto. Eppure quest'ultimo è stato scelto da Sarri al posto di Patric, retrocesso in panchina. E ha risposto presente.
Più volte, peraltro, Casale ha confessato di sognare la maglia dell'Italia. Normale: è e rimane l'aspirazione di chiunque, specialmente di chi è partito dal basso. "Sarà Mancini a fare le sue valutazioni", diceva l'ex gialloblù qualche mese fa, nel bel mezzo di una stagione da ricordare per lui, per il gemello Romagnoli e per la Lazio tutta.
Eppure, niente da fare: Casale deve ancora rimandare la prima convocazione con l'Italia, mentre Romagnoli, dopo l'illusione di due mesi fa, è costretto a tornare nei ranghi. E a far spazio a un volto nuovo come Federico Baschirotto, centrale-sorpresa del Lecce, convocato alla pari dello juventino Gatti e dell'atalantino Toloi. Se ne riparlerà in futuro.
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