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Pastore RomaGetty

Pastore ha deciso il futuro: "Tre anni alla Roma e poi torno al Talleres"

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Dire che finora la Roma non abbia visto il vero Javier Pastore se non a sprazzi va oltre il dato numerico delle statistiche messe assieme dall'argentino in maglia giallorossa da quando è approdato nella Capitale nel 2018.

Le 31 presenze, con 4 goal e 3 assist, dicono solo una parte della storia. Il Pastore di Palermo, ma anche quello di Parigi, si è visto raramente, complici anche problemi fisici che non hanno dato tregua al quasi 31enne fantasista argentino.

Intervenuto sul canale ufficiale del Talleres su You Tube, il 'Flaco' ha svelato come vede il suo futuro, con un paio di certezze. Andare avanti con la Roma e finire la carriera là dove è cominciata, ovvero nella natia Cordoba una ventina di anni fa, prima di farsi un nome all'Huracan.

"Vorrei finire i tre anni che mi restano alla Roma nel miglior modo possibile e poi tornare in Argentina al Talleres. Non ci sono altre squadre argentine con cui mi vedo. Sono quattro anni che ho offerte dalla Cina, ma non mi interessa. Mi piace competere, giocare la Champions League. Ho avuto offerte davvero buone, ma ci sono tante cose da mettere sulla bilancia. Per ora non ho intenzione di andare in Cina".

Pastore ha un contratto pesante da 4 milioni a stagione fino al 2023 con i giallorossi e non è escluso un addio prima di quella data, ma le parole dell'argentino fanno capire che è lui a voler dettare le condizioni per decidere sul suo futuro. Intanto l'infortunio all'anca che lo ha tenuto fermo a lungo dopo Natale sembra ormai alle spalle.

"Tornare al Talleres è un sogno che ho qui con me - continua ancora l'argentino - ma che per ora non posso toccare con mano. Ma penso che si realizzerà. Non è solo il tornare a giocare a Cordoba, ma stare vicino ai miei amici e la mia famiglia, che sono le cose che mi mancano di più. A un certo punto hai bisogno di passare del tempo con loro"

Il Flaco ha parole al miele poi per la sua esperienza al Palermo, la prima in Italia. All'inizio non ci ha capito molto, parole sue.

"I primi tre mesi sono stati come una vacanza, sono sincero. Stavamo in hotel vicino alla spiaggia, quindi mi allenavo, poi tornavo all’hotel e andavo al mare. All’inizio è stata dura, avevo 19 anni. Un’esperienza molto bella, ci sono rimasto due anni. La squadra giocava bene a calcio, era un sogno. Giocavo con giocatori giù consacrati come Miccoli, Cavani e Balzaretti. Giocavo contro campioni come Buffon o Totti, non ci potevo credere. Volevo le maglie di tutti, era l’unica cosa che mi interessava"

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