Se dopo i Mondiali in Qatar che l'hanno incoronato Campione del Mondo, Angel Di Maria è tornato letteralmente in auge prendendo per mano a più riprese la Juventus, lo stesso non si può certo dire del suo connazionale Leandro Paredes.
La stagione del centrocampista argentino, arrivato in estate, in prestito dal PSG, ha già assunto tutti i crismi del fallimento. Nella 'sua' Juve ideale, Allegri aveva individuato proprio in Paredes il profilo ideale per la cabina di regia del suo centrocampo a tre.
"La Juve era stata pensata in un altro modo. Con Rabiot-Paredes-Pogba a centrocampo più Locatelli a fare il primo che subentra. Di Maria e Chiesa sulle fasce, Vlahovic nel mezzo. La Juve di adesso è virtuale", aveva dichiarato il tecnico livornese in un'intervista con Mario Sconcerti sulle colonne del 'Corriere della Sera'.
Parole risalenti allo scorso settembre. Parole che non hanno mai trovato riscontro concreto sul campo nemmeno nei mesi successivi perché il rendimento dell'ex Roma e Empoli è sempre stato ampiamente insufficiente, evidentemente sotto le aspettative che l'avevano condotto all'ombra della Mole.
Al 'Picco' contro lo Spezia, Paredes ha inanellato l'ennesima prova da matita rossa al punto da costringere Allegri alla sostituzione all'intervallo:
"Paredes aveva avuto difficoltà nel primo tempo. Nel primo tempo abbiamo giocato male tecnicamente, sbagliando molto", le sue parole a 'DAZN'.
Un trend che, di fatto, ha segnato l'intera annata del classe 1994, arrivato con tutte le credenziali per diventare il 'cervello' della manovra bianconera e invece scopertosi un flop a tutto tondo.
In Serie A ha giocato 15 partite di cui solamente 5 titolare, mentre nelle rimanenti 10 è stato sempre sostituito, senza mai andare a referto né in termini di goal che di assist. L'unico in bianconero è arrivato nella fase a gironi di Champions quando ha pennellato il pallone per l'illusorio 1-0 di Milik.
GettyDi quella famosa Juventus virtuale, all'interno della quale avrebbe dovuto agire a braccetto con i francesi Rabiot e Pogba, non vi è mai stata traccia. Se il primo ha comunque confermato la sua intoccabilità all'interno del centrocampo bianconero, il 'Polpo' non ha mai giocato nemmeno un minuto.
E così nel pacchetto di mezzo zebrato sono emersi Locatelli - ormai titolare in quella fetta di campo - e a seguire Miretti e successivamente Fagioli, con quest'ultimo sin qui indubbiamente positivo.
Riflettori che, invece, Paredes non si è mai preso. Passato nel giro di pochi mesi da grande obiettivo di mercato (inseguito a lungo) destinato a riscrivere le gerarchie della mediana sabauda a delusione conclamata.
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