Era il 2016 quando il portiere titolare del Mainz, squadra che ogni anno inizia la Bundesliga con l'ambizione massima della salvezza, veniva eletto dai suoi colleghi calciatori il migliore del campionato - dopo Manuel Neuer, chiaramente, che fa categoria a parte. Aveva fornito per il terzo anno di fila prestazioni talmente convincenti che anche Jürgen Klopp si era convinto a portarlo a Liverpool per circa 6 milioni di euro. Così è cominciata la storia di Loris Karius ai 'Reds', quella storia che si sarebbe virtualmente conclusa due anni dopo nella peggior serata della vita del classe 1993.
Prima della sciagurata notte di Kiev in finale di Champions League, Karius con la maglia degli Scousers aveva vissuto due anni di incertezze, di continui ballottaggi e avvicendamenti con Mignolet che non avevano fatto bene a nessuno. Si era preso la maglia da titolare soltanto a ottobre, pochi mesi dopo il suo arrivo. Tutto lasciava pensare che il tedesco avrebbe vissuto anni di successo a Liverpool. Ne era convinto Klopp, che aveva accolto con grande entusiasmo il suo acquisto.
“Ha avuto una fantastica stagione con il Mainz ed è diventato un portiere molto bravo da quando è tornato in Germania”.
GettySì, tornato. Perché Karius tra il 2009 e il 2011 aveva anche giocato nelle giovanili del Manchester City, per le quali aveva lasciato lo Stoccarda. Poi il ritorno al Mainz e la continua crescita, fino a diventare il titolare con Thomas Tuchel in panchina. A convincere Klopp, probabilmente, è stato anche Stephan Kuhnert, da 20 anni preparatore dei portieri del Mainz, che ha lavorato per anni con il tecnico del Liverpool dopo esser stato suo compagno di squadra. E, successivamente, ha lavorato anche con Karius. Lo ha reso un portiere in orbita nazionale, con chances di andare all'Olimpiade del 2016. In precedenza aveva fatto tutte le giovanili, ma la chiamata della Germania dei grandi non è mai arrivata.
È arrivata però quella del Liverpool. I presupposti per fare bene c'erano. La storia poi è cambiata, le incertezze sono aumentate continuamente, fino ad arrivare alla finale di Champions League e al trionfo del Real Madrid con i suoi errori. Poi l'arrivo di Alisson nell'estate del 2018 lo ha spinto ad andare via, nonostante Klopp al 'Kicker' abbia rivelato di aver quasi cambiato idea in estate.
“Il modo in cui la gente ha reagito negativamente verso Loris dopo la finale mi ha quasi convinto a lasciar perdere Alisson e, piuttosto, giocare con lui. Ma dovevamo essere professionisti. Il nostro compito è avere i migliori giocatori in ogni posizione".
GettyLa Champions League vinta a fine anno ha dato ragione a quella scelta. Karius ha scelto il Besiktas, il Liverpool ha rispettato quella che era la sua volontà di andare in Turchia. Prestito biennale con diritto di riscatto a 9 milioni. Ma tanti errori, ancora. Tanto che si parlò di una prematura interruzione del prestito.
Il 2020/21 l'ha trascorso in Germania, con la maglia dell'Union Berlino. In quella che doveva essere una stagione per riscattarsi, il portiere ex Mainz è rimasto a guardare spesso e volentieri, facendo il secondo di Luthe, che si è dimostrato un portiere affidabile e migliore. Quando è stato chiamato in causa, non è riuscito a convincere l'allenatore Urs Fischer. In DFB-Pokal, nella sconfitta contro il Paderborn, una sua incertezza è stata decisiva. I tre clean sheet in Bundesliga inverno non sono bastati per la conferma.
Ha finito la stagione festeggiando con i compagni il settimo posto e la Conference League, un traguardo storico. Tornato a Liverpool, è rimasto fuori dal progetto e fuori squadra per un anno intero. Ha giocato le ultime partite nel precampionato dell'estate 2021, e da fine stagione è un parametro zero. Alla ricerca di una squadra, di una nuova sfida. Con la necessità di provare a ripartire. E togliersi la pesante etichetta di 'paperone'.


