A San Siro era stato uno dei migliori in campo, dando un contributo enorme al fine di mantenere blindata la porta di Maignan e respingere l'assalto del Tottenham: da quel 14 febbraio, paradossalmente, Simon Kjaer non ha più raccolto minuti con la maglia del Milan.
Il centrale danese è rimasto in panchina nel match di ritorno che ha sancito la qualificazione ai quarti di Champions League, oltre che negli ultimi cinque incontri di campionato contro Monza, Atalanta, Fiorentina, Salernitana e Udinese, in cui sono arrivati appena sette punti.
Troppo poco per un giocatore che, invece, si sarebbe aspettato un trattamento diverso, forte di una condizione fisica tornata ai livelli di un tempo: ai microfoni di 'DR', Kjaer ha esternato un po' del suo malcontento per una situazione personale complicata.
"A volte va come vuoi tu, altre no. Alla fine è l'allenatore a decidere. La partita contro il Tottenham forse è stata la migliore dopo l'infortunio, quindi il fatto che da allora non abbia più giocato mi ha stancato".
Il tutto nonostante una forma al top, come non accadeva da tempo immemore.
"Mi alleno ininterrottamente da poco più di due mesi ormai, non lo facevo da otto anni. La mia condizione quindi c'entra poco, sono al top".
La fame è sempre la stessa di un tempo.
"Se non giocherò sarò deluso: è così ora a Milano e a 21 anni, quando ero più giovane. Ho ancora la stessa fame ed energia per giocare a calcio. Voglio continuare ad essere ancora un top player, mi sento di esserlo".


