Dal 23 marzo al 20 aprile 2023 i fedeli di religione islamica praticano il digiuno dall'alba al tramonto: da pochi giorni, infatti, è arrivato il nono mese del calendario lunatico islamico, il Ramadan.
Il mese sacro in cui i fedeli, oltre ad essere invitati ad azioni di beneficenza, di autodisciplina e preghiera, digiunano per gran parte della giornata, arriva stavolta durante le qualificazioni alla Coppa d'Africa 2024. Una competizione inizialmente prevista nel 2023, slittata però al gennaio successivo in virtù dei ravvicinati Mondiali qatarioti giocati a novembre.
Una Coppa d'Africa in cui oltre ai padroni di casa della Costa d'Avorio ci sarà sicuramente l'Algeria, prima qualificata al torneo grazie al successo contro il Niger nel quarto turno. Quattro vittorie su quattro per Bennacer e compagni e pass per il prossimo torneo conquistato.
L'Algeria, che ha deluso nell'ultima edizione della Coppa d'Africa e mancato la qualificazione agli ultimi due Mondiali, si qualifica al torneo 2024 grazie al goal di Bounedjah nel primo tempo, su assist di Mahrez.
Un match giocato in Tunisia, considerando come 'i padroni di casa' del Niger in patria non abbiano attualmente a disposizione uno stadio approvato dalla federazione africana. Nessun dunque viaggio estenuante in periodo di Ramadan per l'Algeria, ma decisamente più semplice, nel Nord-Est del continente.
Il problema per l'Algeria e il Niger, è che a differenza del precedente match, la sfida del quarto turno si è giocata durante il digiuno giornaliero (mentre la sfida d'andata, vinta per 2-1, dopo il tramonto). A due ore dalla rottura dello stesso.
Al minuto 77 di Niger-Algeria, l'arbitro Malien Boubou ha interrotto il gioco per permettere ai giocatori - stremati - di interrompere il digiuno. Come l'Algeria, anche il Niger è un paese a maggioranza musulmana, confinante con la stessa nazione nordafricana.
Per un paio di minuti, gli uomini del ct Cavalli (mister del Niger) e Belmadi (commissario tecnico dell'Algeria) e si sono dissetati e hanno messo qualcosa sotto i denti, prima di riprendere e giocare l'ultima parte di gara.
Lo stesso Belmadi, in vista di Niger-Algeria, era stato chiaro:
"Siamo in trasferta, quindi ognuno potrà scegliere se digiunare o meno. Ma siccome siamo in viaggio e la nostra religione è tollerante, abbiamo la possibilità di non digiunare"
Anche in Premier League, nelle prossime settimane, le sfide del campionato britannico potranno essere interrotte per permettere ai giocatori musulmani di rompere il digiuno per qualche minuto dietro richiesta del proprio capitano. Per poi tornare in campo e difendere i propri colori.
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