L'ultimo giorno di mercato (qui tutti gli affari conclusi) ci ha regalato, come sempre, tante sorprese e colpi di scena: molti trasferimenti alla fine sono andati in porto come previsto mentre, alcuni altri, si sono miseramente arenati sull'altare delle promesse non mantenute.
Uno di questi è quello relativo al ritorno di Radja Nainggolan al Cagliari, che ha fatto di tutto pur di convincere l'Inter a mollare l'osso: il 'mastino' Marotta non ha ceduto alle richieste di sconto dei sardi che, dopo Godin arrivato a titolo gratuito, avrebbero voluto anche il belga a condizioni economiche decisamente favorevoli.
Condizioni favorevoli non per l'Inter che, acconsentendo, avrebbe registrato una minusvalenza, pratica che nei bilanci moderni non è mai un bel vedere. Così Nainggolan è rimasto alla corte di Conte e la faringite che l'aveva colpito alla vigilia della trasferta di Benevento sembra, all'improvviso, ormai superata.
Ma andiamo al punto della questione, ciò che maggiormente sta a cuore ai tifosi nerazzurri: Nainggolan farà la semplice comparsa ad Appiano o avrà un ruolo preciso nelle rotazioni che, in una stagione lunga e ricca di impegni, si rendono necessarie? Conoscendo Conte e la tipologia di centrocampo che predilige, siamo più propensi ad optare per la seconda opzione.
Il 'Ninja', infatti, è il prototipo ideale di centrocampista 'd'assalto' che il tecnico salentino ama avere nelle sue squadre: una sorta di doppione di Arturo Vidal che però, nelle prime due uscite interiste, si è dedicato con più frequenza al lavoro sporco anziché agli inserimenti tra le linee, facendo denotare un'attenzione più accentuata per la fase di contenimento.
Oltre al tanto chiacchierato Eriksen e a Kolarov, all'Inter c'è solo un altro elemento in grado di spaccare la partita grazie all'arma del tiro da fuori: proprio Nainggolan, la cui celebre 'castagna' dalla lunga distanza è uno dei fattori da sfruttare in caso di partite contro squadre chiuse, quando gli spazi si fanno stretti e le vie d'uscita sono ridotte al minimo.
Il diktat del mercato interista, d'altronde, è sempre stato quello di costruire una squadra con almeno un paio di alternative per ogni ruolo: in mediana c'è addirittura abbondanza con otto giocatori per tre posizioni, considerando anche il lungodegente Vecino che non si è ancora ripreso dall'operazione subita al ginocchio. E Nainggolan ha tutto per entrare a pieno titolo nel giro delle rotazioni.
La maggiore profondità della rosa è uno dei pregi dell'Inter 2020/2021 e il successo in rimonta contro la Fiorentina lo attesta: Conte ha gettato nella mischia, contemporaneamente, sia Vidal che Nainggolan, rivoltando il centrocampo come un calzino e offrendo i presupposti per una rimonta che è poi effettivamente avvenuta nei minuti conclusivi.
Con oltre 50 partite da giocare tra campionato, Europa e Coppa Italia, definire Nainggolan un esubero è davvero forzato: semmai risorsa, sia per l'undici titolare che a gara in corso, perché attingere da una rosa ampia e densa di qualità non è mai un reato. E questo Conte lo sa benissimo.


