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Andrea Belotti PalermoGetty Images

Né Dybala, né Vazquez: il grande rimpianto del Palermo si chiama Belotti

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Maurizio Zamparini, oltre che per i tanti esoneri collezionati negli anni, passerà probabilmente alla storia come uno dei presidenti più bravi del calcio italiano a scovare giovani talenti e rivenderli a prezzi astronomici.

L'eccezione che conferma la regola però rappresenta il più grande rammarico per i tifosi del Palermoche, in queste settimane, stanno assistendo all'esplosione di Andrea Belotti mangiandosi le mani.

L'attaccante divenuto titolare inamovibile prima al Torino e poi in Nazionale infatti è transitato dalla Sicilia quasi sotto silenzio tanto che nell'estate del 2015, dopo due sole stagioni in rosanero, pochi hanno alzato le barricate per impedire la sua cessione ai granata che lo hanno pagato meno di otto milioni di euro.

Belotti supera l'esame Germania

Una cifra a dir poco irrisoria se si pensa che ad oggi la valutazione del cartellino di Belotti si è praticamente triplicata. E sembra destinata ulteriormente ad aumentare nei prossimi mesi,  con Cairo che già pregusta una plusvalenza da sogno.

Ovvio quindi che a Palermo, dove pur giocando col contagocce Belotti ha messo insieme ben 16 goal in 64 presenze, il rammarico sia grandissimo. Forse più che per gli addi di Paulo Dybala (32 milioni più otto nelle casse) e Franco Vazquez (venduto a 15 milioni l'estate scorsa).

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Se infatti trattenere in rosanero i due italo-argentini era francamente impossibile diverso è il discorso che riguarda Belotti il quale, già durante la sua avventura siciliana, aveva dimostrato di avere le stimmate del bomber e avrebbe meritato un'occasione che invece Zamparini non gli ha mai concesso.

Lo stesso Zamparini che probabilmente oggi si starà mangiando le mani per aver venduto una gemma preziosa al prezzo di una pietra trovata sulla spiaggia.

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