Sebbene due volte finalista in Coppa dei Campioni negli anni '50, Reims è più nota per essere capitale non ufficiale dello champagne che per la sua squadra di calcio.
Da quei momenti magici in cui sfidò il Real, il Reims ha fatto la spola tra le prime due divisioni fino al fallimento di inizio anni '90 che l'ha costretto a ripartire dai campionati dilettantistici.
Sebbene due volte finalista della Coppa dei Campioni negli anni '50, la città di Reims è diventata più conosciuta al di fuori della Francia per il suo status di capitale non ufficiale della produzione di Champagne piuttosto che per la sua squadra di calcio.
Ora che è riuscito a stabilizzarsi in Ligue 1, con un sesto posto nella passata stagione, ha giocato la sua prima gara in Europa dal 1963 in avvio di quella attuale.
Una crescita certificata dai talenti sfornati dal settore giovanile, come la stella Boulaye Dia - destinato alla Premier - o il 19enne Bilal Tourè.
Il più interessante, però, è l'esterno Nathanael Mbuku, già protagonista in campo internazionale giovanile e in prima squadra: dopo l'esordio nella prima giornata del 2019/2020, il 18enne ha dovuto attendere oltre 14 mesi per il primo goal in campionato. A ottobre, contro il Montpellier, di testa.
Al momento è il picco più alto di una carriera agli inizi, che in molti prevedono toccare vette mondiali. Nato nel sobborgo a sud di Parigi denominato Villeneuve-Saint-Georges, Mbuku è approdato al Reims nel 2017, a 15 anni, dopo una trafila tra club semiprofessionistici e amatoriali.
Le sue parole a 'France Football' nel 2019.
"Ero un bambino allegro e gioioso, Ho dovuto costringere mio padre a farmi giocare, gli tirai le orecchie e gli dissi di iscrivermi a scuola calcio. Lui disse 'ok, ma solo se ottieni buoni voti a scuola'. L'ho fatto e mi ha iscritto. Quel giorno ero felicissimo".
Il desiderio è stato esaudito: Mbuku ha impressionato, facendo ammattire i difensori avversari con velocità e rapidità nelle giocate. Contro il Marsiglia, ad agosto 2019, ha esordito coi 'grandi' al Velodrome.
"Quando siamo usciti per il riscaldamento guardavo solo lo stadio - ha raccontato a 'Telefoot' - I miei compagni mi prendevano in giro, per me era la prima volta e fu bellissimo. Verso il 60' l'allenatore mi ha fatto riscaldare dandomi 2 minuti, ho capito che stavo per debuttare".
Dopo altri ingressi sporadici, è stato ai Mondiali U17 di novembre 2019 con la Francia che il suo talento è salito alla ribalta. Cinque goal in 6 partite, compresa una tripletta all'Australia - con terzo posto finale.
Ciò gli ha consentito di vincere la Scarpa d'Argento quale vicecannoniere del torneo, alle spalle dell'olandese Sontje Hansen, premiato da Ronaldo il Fenomeno.
"E' stata un'esperienza incredibile, in Brasile, la patria del calcio. Un sogno e tanti bei ricordi. Conoscere Ronaldo è stato un sogno che avevo da bambino, un'emozione indescrivibile. Era il mio idolo".
A Reims si è guadagnato altri spezzoni fino allo stop del calcio causa Covid, ma a marzo ha firmato il nuovo contratto fino al 2023 a ridosso dei 18 anni.
In questa stagione Mbuku aveva saltato 6 delle prime 7 giornate, ma a fine settembre è partito titolare contro il PSG e non è quasi più uscito dall'11 di partenza.
Dopo un suo gran goal al Montpellier, il tecnico Guion aveva spiegato:
"Per un mese è stato il migliore in allenamento, se lo merita, è così che ci si guadagna il posto. L'avevo criticato per scarsa efficacia, ma sta pian piano migliorando e non ci sorprende. E' capace di saltare qualsiasi difensore, ma è giovane e deve continuare a lavorare".
Continuando così, Mbuku diventerà il miglior talento prodotto dal Reims negli ultimi decenni: uno... da calcio champagne.


