Sabato è la notte di Napoli-Milan, ma è inevitabile accendere riflettori speciali su Pepe Reina e Gonzalo Higuain. Tra dolci ricordi e addio al veleno, portiere e attaccante si preparano ad accoglienze diametralmente opposte.
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Il pubblico del San Paolo ha ancora negli occhi gli anni vissuti dallo spagnolo all'ombra del Vesuvio, 4 per l'esattezza ('intervallati' dalla parentesi al Bayern nel 2014/2015): uno sotto la guida di Benitez, 3 nell'era Sarri, per un totale di 182 partite. Carisma e amore viscerale per la città, eccola la ricetta con cui Reina ha conquistato Napoli.
Aspetto tecnico a parte, Pepe a Fuorigrotta ha lasciato una traccia difficilmente cancellabile: feeling immediato con la realtà partenopea, personalità e un rendimento che a parte qualche passaggio a vuoto ha sempre reso i pali azzurri ben custoditi.
L'ultima stagione, conclusasi col secondo posto e uno Scudetto sfiorato, ha rappresentato l'ultimo atto della 'love-story' tra Reina e il Napoli: l'estremo difensore, a fine contratto, ha salutato accettando la corte del Milan dove partirà alle spalle di Donnarumma ma pronto a dire la sua. D'altronde, talento e palmares non gli mancano.
Chi ha lasciato un segno, o per meglio dire un solco, è stato anche Higuain: 3 stagioni (dal 2013 al 2016) tra caterve di goal e due trofei vinti (una Coppa Italia e una Supercoppa italiana), poi il divorzio doloroso e pieno di rancore del 2016 che lo ha portato alla Juventus.

Il passaggio alla rivale più acerrima ha in un colpo solo quasi 'azzerato' quanto fatto dal Pipita con la maglia dei partenopei: 91 goal in 146 presenze, con un 2015/2016 contraddistinto dal record di reti in Serie A (36).
Peccato che però, pochissimi mesi più tardi, il trasferimento alla Juve ha fatto passare Higuain dall'altra parte della staccionata nelle idee del popolo napoletano: 'traditore' (calcisticamente parlando) e nemico numero uno per molti nelle due annate successive in maglia bianconera.
I Napoli-Juventus con l'argentino sono stati un tripudio di fischi e parole per nulla 'dolci', scenario questo che seppur il presente si chiami Milan difficilmente sarà diverso. Diverso invece sarà per Reina, congedatosi serenamente e con emozione e che a Fuorigrotta verrà senza dubbio acclamato. Reina e Higuain, ex azzurri dal sapore opposto.




