Radja Nainggolan è da pochi giorni tornato a casa, in Belgio, dove giocherà con l'Anversa, il club della sua città natale: una scelta di cuore, dettata anche dal dietrofront del Cagliari che ha deciso di non procedere con l'affondo dopo la risoluzione del contratto tra il centrocampista e l'Inter.
Un esito quasi imprevedibile, considerate le voci che davano Nainggolan pronto al rientro in Sardegna: intervistato da 'L'Unione Sarda', il classe 1988 non ha usato parole leggere per descrivere la sua grande delusione.
"Non c’era un interesse abbastanza forte nei miei confronti. Ho dato la mia disponibilità, la mia priorità era Cagliari, ho sempre pensato di tornare. Ho pressato il presidente e il direttore, ma a un certo punto sono come spariti, mi hanno mollato. Ci sono rimasto molto male, il sogno era chiudere la carriera a Cagliari".
I contatti con il mondo rossoblù sono proseguiti per settimane, seppur alla fine tutto sia risultato vano.
"Fin dalla fine del campionato, alcuni mesi fa, sono sempre rimasto in contatto con lo staff del Cagliari. La mia volontà era chiara, uno rinuncia a tanti soldi, perché sarebbero stati tanti, come ho fatto io, ma dall’altra parte non ho mai visto la volontà di riprendermi. 'Intanto verrà lo stesso', pensavano".
L'attaccamento per il Cagliari di Nainggolan è noto a chiunque, direttamente proporzionale all'amarezza per non aver potuto chiudere la carriera nel capoluogo sardo.
"L’ho dimostrato, credo si capisca. Ho rinunciato a tante cose, sono sempre sceso in campo con entusiasmo, con tanta voglia di fare bene, dando tutto me stesso, alla fine penso che nel mondo del calcio nessuno ti regala niente e tanti si dimenticano in fretta".


