Il big match delle 18 all'Olimpico tra Roma e Napoli termina 0-0. Risultato che interrompe la serie vincente della squadra di Luciano Spalletti, pur sempre al primo posto in solitaria, e muove la classifica dei giallorossi dopo la sconfitta rimediata in casa della Juventus.
Al termine della partita, il tecnico romanista José Mourinho ha parlato ai microfoni di Dazn. In particolare il portoghese ha commentato il cartellino rosso che hanno ricevuto tanto lui quanto il collega sulla panchina del Napoli nel corso della partita.
"È stata una partita unica con due allenatori con due cartellini rossi. Il mio perché? Non lo so, non ero contento per la decisione, niente di speciale, nessuna parola, nessun "dire all'arbitro di andare a fare una passeggiata". Niente di questo. È stata una partita in cui entrambi siamo stati espulsi, ma non è stata una partita in cui si può dire che l'arbitro ha fatto male. La sensazione che ho avuto è che l'arbitro ha fatto un lavoro positivo".
A chi gli chiedeva se la preparazione alla gara contro il Napoli fosse stata resa più difficile dal brutto scivolone in Conference League contro il Bodo/Glimt, Mourinho risponde.
"Quando si fa una cag*** grossa come la nostra la partita seguente è una partita molto difficile dal punto di vista emotivo".
Una domanda anche sulla scelta di lasciare in tribuna ben cinque dei giocatori andati in campo giovedì in Norvegia, sulla quale il portoghese preferisce mantenere il riserbo.
"Sono cose di spogliatoio, messaggi allo spogliatoio: era un messaggio per me importante. Ci sono partite e partite: quella partita rimane nella mia storia ed è difficile da me da perdonare. Conto di recuperarli, non sono giocatori che hanno una croce davanti alla faccia".
Nel prepartita invece Mourinho aveva focalizzato l'attenzione sull'importanza ddell'atteggiamento per la sfida contro il Napoli.
"Noi dobbiamo preoccuparci, ma anche loro devono preoccuparsi. È così che giochiamo il campionato, anche nelle partite perse abbiamo giocato in questo modo. Non mi interpretate male, dobbiamo rispettare la qualità di Insigne, Di Lorenzo, Mario Rui e di chi è in panchina, ma anche loro hanno l'umiltà di sapere che abbiamo giocatori forti".


