Perdere nel giro di pochi giorni le proprie certezze rischia di mandare al tappeto qualsiasi squadra. Non fa eccezione la Roma, che nelle settimane cruciali della propria stagione si vede privata di tanti calciatori importanti.
Da Smalling a Llorente, passando per Wijnaldum e Dybala (in condizione non eccellente ma a disposizione quest'ultimo), i giallorossi sono chiamati a dare il massimo per restare in zona Champions League e cercare di prendersi la finale di Europa League nel doppio confronto con il Bayer Leverkusen.
Priva di alcuni dei suoi elementi migliori e con la crisi del goal vissuta dal duo Abraham-Belotti, la certezza della Roma risponde in questo momento a un solo nome: José Mourinho.
Nella tempesta non c'è miglior nostromo del portoghese, sempre in grado di tirare fuori le proprie squadre dalle acque pericolose. Anche, o forse soprattutto, quando sembra essere lui il primo a non averne più.
A Roma, lo Special One ha già un posto d'onore nella storia del club grazie alla vittoria della Conference League della stagione 2021/2022.
Ma gli effetti di una presenza come la sua si riverberano anche sullo stadio (sold out ormai innumerevoli) e sulla crescita generale del club, anche negli aspetti collaterali a quello sportivo.
Ecco perché anche a sessant'anni e con una proposta di calcio rimasta un po' indietro rispetto a tanti colleghi, Mou continua a esercitare un certo fascino.
Ne sa qualcosa il Paris Saint-Germain, all'affannosa ricerca di un allenatore per la prossima stagione e che possa finalmente placare la sete di successo in Champions League della ricchissima proprietà qatariota.
I parigini non sono gli unici ad aver provato a insidiare Mourinho. Lo Special One ha ricevuto proposte anche da Arabia Saudita e Premier League, oltre che dalla nazionale portoghese, ma sembra aver deciso di restare al timone della Roma almeno un altro anno.
Certo, con la garanzia che il progetto ambizioso iniziato dai Friedkin nel 2021 possa continuare malgrado i paletti del Fair Play Finanziario da aggirare per non incorrere in sanzioni.
Mou soffre le limitazioni, ma sa bene che riportare la Roma in Champions gli permetterebbe di trascorrere un'estate molto più tranquilla e rassicurante in chiave mercato.
E sullo sfondo (che poi mica tanto) resta l'Europa League. Un trofeo che ha già vinto due volte, a differenza del club giallorosso che continua a interrogarsi sulla validità e il riconoscimento della Coppa delle Fiere.
Conquistarla in questa stagione significherebbe sancire il progetto della Roma, confermare l'alone quasi sacrale di vincente che circonda Mou e renderlo il re dei re dell'Olimpo giallorosso.
Il futuro può attendere. Almeno per ora.


