Su chi sia il man of the match non ci sono grossi dubbi: Alvaro Morata ovviamente, autore del passaggio decisivo per la rete del momentaneo pari di Rabiot e, soprattutto, della doppietta che ha indirizzato definitivamente Juventus-Lazio.
I numeri di questa stagione dello spagnolo parlano da soli: questa è la sua migliore annata per quanto riguarda il rendimento in Serie A, dove ha partecipato a 15 goal della 'Vecchia Signora' (7 marcature e 8 assist). Non solo goleador, ma anche rifinitore d'eccezione: una 'trasformazione' che Pirlo avrà gradito parecchio.
Per Morata una rinascita in tutti i sensi dopo aver lottato contro il Citomegalovirus che lo ha bloccato in tempi non sospetti: a DAZN ha rassicurato i tifosi bianconeri sul suo recupero, sempre più completo.
"Sembrava che avessi perso la forza, ora per fortuna sto recuperando e mi sento sempre meglio. Oggi era una partita importantissima per mandare il messaggio che noi ci siamo. Finché ci saranno dei punti a disposizione noi lotteremo".
Ronaldo è partito dalla panchina e per Morata ci sono state più responsabilità: sostenere il peso dell'attacco, a quanto pare, non è un problema.
"Quando si gioca con il migliore attaccante della storia del calcio si pensa ad assisterlo bene e poi fare goal, quando lui non gioca è normale pensare di più alla soddisfazione personale. Fare assist mi piace. Rabiot? Ha tirato una martellata".
Ora la testa è rivolta al match da dentro o fuori contro il Porto, che determinerà l'interruzione o il prosieguo dell'avventura dei campioni d'Italia in Champions League.
"Più che la vittoria bisogna elogiare la reazione, l'atteggiamento da grande squadra che vuole vincere. Martedì ci giochiamo la vita".
