Sono state settimane difficili per Alvaro Morata, prima alle prese con un fastidioso infortunio muscolare e poi alla ricerca di un goal che tardava ad arrivare fino a Juventus-Zenit, quando finalmente il pallone è tornato a rotolare in rete.
Ma se quel goal è servito solo ad arrotondare il punteggio di una vittoria ormai in cassaforte, quello realizzato domenica sera in Spagna-Svezia ha invece regalato alle Furie Rosse la certezza della qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022.
Una grande gioia che Morata ha voluto condividere con una persona davvero speciale incontrata qualche ora prima della partita. Lui è Miguel Angel, un bambino malato di cancro e grande tifoso dell'attaccante bianconero.
"È stato un incontro molto emotivo, e ci tenevo a dedicargli il goal. Mi ha dato questa stella e mi ha detto che avrei segnato. Ho provato a metterla nei parastinchi ma usciva da tutte le parti e mi dava fastidio, così l’ho affidata al dottore. E quando ho segnato sono andato a prenderla. Non voglio dire altro su di lui, è una cosa bella e personale che tengo per me, sono solo contento perché penso di avergli fatto passare un buon momento stasera. Se lo merita".
Subentrato dalla panchina, Morata poco prima di segnare aveva fallito un'altra occasione. La serata, insomma, sembrava di nuovo stregata. Poi il goal e la liberazione con dedica speciale.
"Poco prima avevo sparato un pallone fuori dallo stadio. Quando sono arrivato su quella palla respinta dalla traversa mi son detto: ‘Calma Alvaro, calma. Tira il freno che altrimenti la spari chissà dove’. E fortunatamente mi sono ascoltato. A volte la situazione va analizzata freddamente, e ci sono riuscito. Il calcio è così. A volte toglie, a volte dà. Io però non cambio la mia maniera di giocare: do sempre tutto".
Ora testa di nuovo alla Juventus per riscattare un mese complicato e spegnere le voci che lo danno di nuovo in uscita.
"Ho avuto un mese difficile con la Juventus, è chiaro che questo goal può aiutarmi anche lì. Io do sempre il 150% però a volte non basta. La palla entra o no, finisci in fuorigioco oppure no. Mi sono fatto male, il rendimento è stato condizionato. Ora con la Juventus giochiamo sabato, abbiamo un giorno libero ma io lo passerò iniziando a pensare e a prepararmi per la sfida con la Lazio. Voglio tornare far bene per la mia squadra, perché solo se le cose vanno bene con la Juve ho la possibilità di continuare a giocare in nazionale. Io soffro tantissimo quando le cose vanno male, tanto con la Juve come qui con la nazionale, ed è per questo che m’impegno al massimo".
