I tifosi del Milan aspettavano questo momento da tanto tempo. Più o meno dal 2012, ultimo anno che li ha visti veramente competitivi per il titolo in Serie A. L'ultima stagione che, guarda caso, ha poi segnato la fine del rapporto tra Ibrahimovic ed il club rossonero.
E oggi, che il Milan torna veramente a splendere nel calcio italiano ed in quello europeo, c'è sempre Zlatan Ibrahimovic a Milano. Evidentemente al Diavolo serve un condottiere come lo svedese per poter brillare, per poter dare una spinta a tutto l'ambiente e agi altri giocatori.
Nella serata di giovedì, il Milan ha battuto in scioltezza anche il Celtic in Europa League. La vittoria contro gli scozzesi ha fatto registrare l'ottavo successo di fila in stagione. Ed indovinate in quante partite? Già, proprio otto.
Il Milan è una macchina da guerra, insomma. Ma è anche pregevole da vedere, c'è spazio per tutto: concretezza ed estetica. Stefano Pioli ha messo a punto una squadra capace di far segnare statistiche che manco il Milan di Carlo Ancelotti.
Sono infatti in totale 21 i risultati utili consecutivi guadagnati da questa squadra . Era dal 1996 che il Milan non giocava più di 20 incontri consecutivi in tutte le competizioni senza registrare neanche una sconfitta (furono 27 in quell’occasione).
Getty ImagesPensate che sia l'unico primato conquistato da Stefano Pioli nella storia recente del Milan? Vi sbagliate, perché la sua squadra può contare soprattutto su un attacco che definire prolifico è quasi un'offesa.
Il Milan non segnava almeno due goal in 10 partite consecutive, considerando tutte le competizioni, da dicembre 1964. Da quella data sono passati ben 56 anni. Pazzesco.
Ma questa squadra non è solo Ibrahimovic, lo ha dimostrato durante il periodo di positività al Covid-19 dello svedese e lo dimostra ad ogni partite. Ieri, per la prima volta con un massiccio turnover in campo, le tre reti sono state segnate da tre giocatori che sulla carta rappresentano le seconde linee.
Rade Krunic (al primo goal con il Milan), Brahim Diaz (a segno in due differenti gare nel 2020/21, non ha mai fatto meglio in una singola stagione nei top-5 campionati europei) e Jens Petter Hauge (che aveva segnato contro il Milan nell'ultima partita di Europa League giocata e ora segna proprio per i rossoneri).
Non hanno segnato, ma anche gente come Rafael Leao e Sandro Tonali, per il momento non titolari, allungano in modo qualitativo e quantitativo la rosa a disposizione di Stefano Pioli.
Seconde linee più che di qualità e titolarissimi affidabili, qual è il risultato? Questo: il Milan ha mandato a segno 10 giocatori diversi in questa stagione, considerando tutte le competizioni, più di ogni altra squadra di Serie A.
E per questo i rossoneri guardano tutti dall'alto in campionato, con quattro vittorie in altrettante giornate giocate. In mezzo, tanto per aggiungere un'altra nota positiva, c'è anche la vittoria nel Derby che in campionato mancava da quattro anni e mezzo.
Le altre quattro vittorie sono arrivate in Europa League, con le tre sfide ad eliminazione diretta nella fase preliminare e quella di ieri contro il Celtic. Insomma, il Milan è tornato, a questo punto non sembrano esserci dubbi. Bentornato.


