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Azzedine Ounahi et Youssef Youssef En-Nesyri, tous les deux formés à l'Académie Mohamed VI, célèbrent le but du Maroc en quart de finale de la Coupe du monde contre le Portugal.Kirill KUDRYAVTSEV / AFP

Mohamed VI Academy: il progetto alla base della rinascita del Marocco

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Il Marocco è sicuramente la più grande sorpresa dei Mondiali in Qatar. La selezione guidata da Walid Regragui si è già ritagliata il suo posto nella storia diventando la prima squadra africana a centrare la semifinale di Coppa del Mondo e mercoledì 14 dicembre i magrebini affronteranno la Francia campione del Mondo in carica per provare a staccare il pass che vale l'accesso alla finalissima.

Un percorso straordinario, frutto di un lavoro partito da molto lontano e sul cui sfondo si staglia l'operato della Mohamed VI Football Academy. Si tratta di un'accademia Nazionale istituita in Marocco nel 2008 e che ha il compito di formare e valorizzare i giovani talenti.

Un progetto finalizzato con l'intento di risollevare il calcio marocchino, costretto da ormai troppo tempo a fare i conti con risultati sportivi non all'altezza. L'Accademia si articola in diverse sezioni distribuite in diverse città del Paese: da Tangeri a Fez passando per Oujda e Agadir. E infine a Rabat. Una rete che permette di individuare i migliori talenti del Paese.

Il mercato europeo è da sempre quello con il maggior potere attrattivo, ed è per questo che l'Academy organizza spesso tournée nel Vecchio Continente a cui accorre un numero elevato di osservatori, su tutti francesi, spagnoli e portoghesi.

Nella Nazionale attualmente in corsa in Qatar, ci sono quattro elementi che si sono formati all'interno dell'Accademia: Youssef En-Nesyri - match winner contro il Portogallo - Nayef Aguerd, Azzedine Ounahi e il terzo portiere Reda Tagnaouti. Nelle giovanili marocchine, inoltre, il 60% degli atleti ha mosso i primi passi nella 'Mohamed VI'. Un progetto studiato e fortemente voluto. Un progetto che sta dando i suoi frutti.

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