Missione sorpasso compiuta: Lazio ok in rimonta su un'Inter apparsa troppo impaurita nella ripresa, sopraffatta dalla tecnica sopraffina di Sergej Milinkovic-Savic, nettamente il migliore in campo tra i ventidue.
Il serbo ha risposto presente all'appello, confermandosi ancora una volta decisivo negli scontri diretti: un altro goal dopo quello rifilato alla Juventus e tanta qualità nella zona nevralgica in cui ha dato l'impressione di dominare sia dal punto di vista tecnico che fisico.
Una prova superlativa in entrambe le fasi per non farsi mancare proprio nulla: attento quando c'era da difendere per contrastare i saltatori nerazzurri sui calci piazzati, puntuale e letale in zona offensiva con la zampata che ha regalato i tre punti alla truppa biancoceleste.
La fotografia della serata da ricordare di Milinkovic-Savic è il doppio numero con cui si è liberato di Eriksen e Barella, quest'ultimo superato con un 'sombrero' che la dice lunga sullo stato di forma psicofisica eccezionale dell'ex Genk.
Dimostrazione lampante che, quando vuole, Milinkovic-Savic sa essere determinante, nel bene e nel male: il suo unico tallone d'Achille resta la continuità e, se riuscirà ad eliminarlo, potremo tranquillamente affermare che nel suo ruolo è tra i migliori cinque al mondo. Per la gioia di Inzaghi, Tare e Lotito.
La sensazione è che però il salto di qualità tanto atteso sia finalmente arrivato, in concomitanza con la crescita generale di una squadra ormai oliata nei meccanismi e pronta per lottare a grandi livelli, con la possibilità di dedicarsi soltanto al campionato: con un Milinkovic-Savic così, nessun traguardo è precluso.
