Mai insieme dal 1', ma accomunati da un dato che comincia a preoccupare: ArkadiuszMilik e Dries Mertens nelle idee di Ancelotti sono l'uno l'alter ego dell'altro, con entrambi che quando c'è da buttare la palla in rete stentano.
Lo dice questo avvio di stagione altalenante del Napoli, reduce da una notte senza goal a Belgrado che complica terribilmente la già improba qualificazione agli ottavi di Champions dopo appena una giornata: polacco titolare e belga subentrato nella ripresa, ma fino ad oggi la convivenza nelle vesti di titolari non è uno scenario preso in considerazione dal tecnico emiliano.
Contro la Stella Rossa ha iniziato Milik, in campo per l'intero match e poco cattivo sotto porta: un paio le chances capitategli sui piedi nel primo tempo, scarsi i rifornimenti da parte dei compagni in una ripresa dove il Napoli ha cinto d'assedio l'area serba senza però quantificare.
Compito che spetta soprattutto al centravanti, che sabato scorso contro la Fiorentina è stato Mertens in un pomeriggio per il numero 14 rivelatosi sbiadito: tanto da meritarsi la sostituzione, guarda caso proprio col 'rivale' di reparto.
Già, perchè Ancelotti prevede soltanto uno dei due nei panni di terminale offensivo: al massimo, per vederli contemporaneamente in campo, ad andar fuori sono un centrocampista o un esterno d'attacco.
A Belgrado Mertens ha rilevato Allan per aumentare il potenziale offensivo del Napoli, ma il folletto ex PSV non ha saputo spaccare la partita come spesso è avvenuto in passato: una ghiotta occasione da due passi, poi iniziative sporadiche prive del giusto piglio.
Dal canto suo, Milik si è battuto come un leone tra le strettissime maglie della difesa avversaria risultando appannato in fase realizzativa. Un solo goal nelle ultime 3 partite per gli azzurri, quello di Insigne che ha dato i 3 punti con la Fiorentina: per il resto, zero timbri contro Sampdoria e Stella Rossa che pongono sotto la lente le punte.
Ossia Milik e Mertens, col primo avanti al momento avanti nelle gerarchie: su 5 impegni stagionali, in 4 occasioni Arek è partito dal 1' lasciando i galloni da titolare al compagno soltanto nell'ultima gara di campionato.
Il bottino, però, è lo stesso: una sola rete in 5 presenze, seppur con minutaggi diversi, per entrambi. Troppo poco per chi deve fare il bomber e capitalizzare. In attesa che Ancelotti si giochi l'accoppiata fin dal calcio d'inizio, dualismo e scarso feeling col goal permangono.


