Rebic al Milan, il retroscena: "Mio padre mi ha detto di accettare"

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Rebic racconta un retroscena sul suo arrivo al Milan: "Ho chiamato subito mio padre e mi ha detto di accettare, è uno dei club migliori in Italia".

 Ante Rebic è stato l'ultimo colpo piazzato dal Milan in estate e ora l'esterno croato, intervistato sui canali social del club, racconta i momenti del suo trasferimento in rossonero.

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L'ex della Fiorentina rivela infatti di aver chiamato il padre prima di decidere se accettare l'offerta del Milan.

"Appena ho saputo dell’interesse del Milan ho chiamato subito mio padre e lui mi ha detto di accettare. Mi ha detto che il Milan è uno dei migliori club in Italia e che avrei dovuto accettare, assolutamente. Io sono molto felice e orgoglioso di essere qui. Ho parlato con Boban, che mi ha spiegato cosa il club si aspetta da me. È un onore, ma sento anche molte responsabilità".

Rebic peraltro conferma di essere molto cambiato rispetto alla sua prima esperienza italiana e per questo deve ringraziare soprattutto una persona.

"Niko Kovac, il mio ex allenatore. Io e lui abbiamo sempre parlato molto, mi è stato d’aiuto anche nella mia vita privata, sul campo, per la mia carriera...".

Riguardo al suo ruolo in campo infine Rebic spiega l'evoluzione da centrocampista ad esterno offensivo.

"Da ragazzino ero un centrocampista, numero 6 o 8. Poi a 17 anni, quando giocavo nell’RNK Spalato, il mio allenatore di allora, Ivan Matic, mi schierò ala sinistra ed è così che adesso gioco in quella posizione. Numero 18? All’Eintracht avevo il 4 e lo avrei scelto anche al Milan, ma era già stato preso, quindi ho scelto il 18 che mi ha portato fortuna ai Mondiali".

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