
Appena 24 punti messi in cascina in ben 18 turni di campionato, 8 le sconfitte già patite ed un allenatore cambiato. Solo fino a qualche mese fa, nemmeno il più pessimista dei tifosi rossoneri avrebbe mai immaginato un avvio di stagione così deludente da parte del Milan.
La compagine meneghina, rivoluzionata nel corso di una caldissima estate di calciomercato, sembrava destinata ad un’annata da protagonista e, invece, a dicembre si riscopre smarrita e contestata dai propri tifosi.
Il direttore sportivo del Milan, Massimiliano Mirabelli, parlando ai microfoni di Sky dopo il ko patito dai rossoneri a San Siro contro l’Atalanta, ha spiegato: “Ad oggi non stiamo pensando al mercato invernale, vorremmo solo arrivare a gennaio con qualche vittoria. Domenica scorsa ci siamo scusati con i nostri tifosi, oggi lo facciamo ancora. Non c’è tempo per buttarsi o cercare scuse, c’è un Derby di Coppa Italia alle porte che andrà affrontato con massima dignità”.
In estate erano molti a parlare di un Milan estremamente rinforzato: “Abbiamo tanti nazionali e tanti giovani. Spiace perché potevamo fare meglio all’inizio e stiamo incontrando delle difficoltà. Siamo dispiaciuti per i nostri tifosi, quello che dobbiamo fare è riconquistarli facendo ricredere coloro che dicono che questa non è una squadra da Milan”.
La posizione di Gattuso non è in bilico: “E’ un grande uomo e un grande allenatore. Sapevamo che ci sarebbero state delle difficoltà da affrontare. Lui tiene tantissimo alla squadra, vive il Milan in maniera particolare ed ha idee da grande tecnico. E’ un momento difficile e dobbiamo essere uomini. E’ facile lavorare quando tutto va bene, in situazioni come queste invece dobbiamo metterci la corazza e restare uniti”.
Mirabelli non si sottrae dalle sue responsabilità: “Sono io il responsabile degli acquisti, dei rinnovi e delle conferme. Le critiche vanno quindi rivolte a me, la responsabilità maggiore è la mia. Sono orgoglioso di questi giocatori perché sono professionisti esemplari. Si allenano bene, solo che per qualche motivo non riusciamo ad essere squadra. Lascino stare i giocatori, le critiche me le prendo tutte io”.


