Fine dell'incubo per il Milan: il TAS di Losanna ha accolto il ricorso presentato dai rossoneri contro la precedente decisione dell'UEFA dello scorso 27 giugno che aveva escluso il club dall'Europa League 2018/2019.
Una decisione così commentata dal nuovo proprietario, il Fondo Elliott, mediante un comunicato affidato all'Ansa: "Il Milan guarda avanti, con un nuovo proprietario, Elliott Advisors, per tornare alla piena solidità sportiva e finanziaria, e si impegna a rispettare regole del Financial Fair Play della Uefa".
Decisiva la deposizione rassicurante di Frank Tuil, membro del fondo che ha da poco rilevato la società dopo l'addio doveroso di Yonghong Li, passaggio di consegne che alla fine si è rivelato benevolo.
Ora la palla ripassa nuovamente nelle mani dell'UEFA che dovrà prendere una sanzione più proporzionata, una volta dimostrata la solidità economica e spazzati via i dubbi societari, fondati in particolar modo sulla figura di Yonghong Li.
Da Nyon dovranno nuovamente pronunciarsi sulla possibilità di concedere al Milan il settlement agreement, accordo transattivo negato il 22 maggio, un 'no' che aveva fatto scattare ufficialmente l'allarme, prima del dietrofront attuale.
Così come avvenuto per Inter e Roma, i rossoneri saranno comunque sottoposti a limitazioni della rosa in Europa (21 o 22 giocatori selezionabili in lista), oltre ovviamente ad impegni che dovranno portare ad un rispetto delle norme del FPF, essendo stati confermati i mancati requisiti per il raggiungimento del pareggio di bilancio.
Per ora la certezza è che il Milan disputerà la prossima Europa League partendo direttamente dalla fase ai gironi, mentre l'Atalanta sarà costretto a giocare i preliminari dove affronterà il Sarajevo. Nulla da fare invece per la Fiorentina che torna fuori dalla competizione continentale.


