Solo fino a pochi giorni fa era complicato pensare ad una permanenza di Stefano Pioli e Paolo Maldini al Milan, poi all’improvviso il mondo si è ribaltato. Gli eccellenti risultati ottenuti nelle ultime settimane, hanno convinto il club a confermare un tecnico che da mesi sembrava destinato ad un ruolo di semplice traghettatore in vista di un nuovo ciclo targato Ralf Rangnick.
Ivan Gazidis, in un’intervista rilasciata al ‘Corriere dello Sport’, ha spiegato cosa ha portato il Milan a rivedere i suoi piani.
“Come amministratore delegato ho il dovere di valutare tutte le opportunità che il mercato offre per trovare l'opzione migliore per il club. Se non lo facessi, non farei bene il mio lavoro. Sull'allenatore ho sempre detto che avremmo deciso a fine stagione, per dare modo a Pioli di continuare l’opera cominciata a ottobre. A parte i risultati, che sono comunque positivi, il giudizio su di lui è basato su due elementi: ho visto un tecnico che ha capito la nostra visione di calcio e che ha le capacità e la professionalità di portarla avanti; in più ha dimostrato di saper gestire bene le difficoltà del lockdown e del clima di incertezza che c'era attorno a lui”.
Stefano Pioli ha di fatto convinto su tutta la linea.
“Stefano sapeva che in questo periodo c’erano stati dei contatti con altri allenatori e per lui non era un problema, perchè sa che il Milan può valutare altre soluzioni. La sua reazione è stata far bene il suo lavoro e ha convinto tutti. Ha messo il club davanti a ogni cosa, persino a se stesso. Ci ha davvero impressionato: è un professionista straordinario e un vero leader. La sua conferma è stata un'ottima scelta per continuare il percorso iniziato la scorsa estate. Il ruolo del tecnico è fondamentale in un progetto sportivo, ma ce ne sono molti altri importanti. Il nostro gruppo di lavoro ci ha permesso di prendere Hernandez, Bennacer, Rebic, Krunic, Leao: abbiamo scout, data analyst e financial analyst d'eccellenza, un dt e un ds che conoscono l’ambiente italiano e un ad che crea la struttura e la guida. In più faremo crescere ancora Milan Lab. Tutte queste componenti prendono le decisioni, a volte partendo da punti di vista diversi e dopo momenti di tensione e di disaccordo. Non sceglie mai una sola persona”.
Recentemente si è parlato della possibilità di confermare Pioli in panchina e di affidare a Rangnick il solo ruolo di direttore tecnico, opzione questa non gradita all’allenatore tedesco.
“Oggi è il giorno di Stefano, di nessun altro. Ciò premesso, ho letto molte cose imprecise negli ultimi sei mesi. Quando abbiamo cambiato Giampaolo, abbiamo analizzato diversi profili di allenatori e alcuni li abbiamo incontrati. Tra questi c'era Rangnick. Tutti nell’area sportiva erano a conoscenza di questa possibilità anche se ci ho parlato solo io. Alla fine abbiamo deciso di prendere Pioli, ma ho tenuto i contatti con Rangnick e altri potenziali candidati perchè fa parte del mio ruolo. Adesso tutti insieme abbiamo deciso di confermare la fiducia a Pioli e sono convinto che abbiamo preso la decisione migliore. Non abbiamo mai siglato alcun accordo o pre-accordo con nessun altro allenatore”.
Confermato Pioli, adesso sono in molti a chiedersi se anche Ibrahimovic resterà al Milan.
“Preferirei non parlare di un singolo giocatore perchè ci sono diverse situazioni come la sua. Abbiamo poco tempo fra questa e la prossima stagione e sarà necessario pensare rapidamente e decidere. Certe scelte comunque si fanno in due”.
In passato si è spesso parlato di rapporti non buoni tra Gazidis e lo stesso campione svedese.
“Non c’è Gazidis contro uno o contro l’altro. Le scelte non sono mie, ma di un gruppo di lavoro. E sono sempre prese per il bene della società”.
Anche Paolo Maldini fino a pochi giorni fa sembrava destinato all’addio. Oggi la conferma pare scontata.
“Paolo ha altri due anni di contratto con noi e spero continui anche più a lungo”.
Nel Milan che verrà potrebbe esserci ancora posto per Donnarumma.
“Nel costruire la squadra abbiamo bisogno del giusto mix di giovani di talento e di calciatori esperti. Non ci sono giocatori al mondo come Gigio, ovvero con 200 gare con il club alla sua età. Dal punto di vista del cuore e dei sentimenti, lui rappresenta la sintesi perfetta del calciatore che vogliamo: è giovane, ma già esperto, ha talento e ama il Milan. Dovremo confrontarci con le leggi del mercato, ma sappiamo quanto forte è il legame che ha con la società e speriamo di stare insieme ancora a lungo”.
