All'annuncio delle formazioni ufficiali, la sorpresa per quella del Milan è stata palpabile: dopo la prova del 4-4-2 in occasione del successo sulla Sampdoria, contro il Genoa è andato in scena un 3-5-2 speculare e anomalo, soprattutto per la presenza della difesa a tre che non è propriamente il marchio di fabbrica di Gennaro Gattuso, da sempre fan di uno schieramento a quattro.
Insieme a Musacchio e a capitan Romagnoli, a completare il terzetto arretrato è stato Rodriguez, solitamente lasciato libero di scorazzare sulla fascia sinistra nelle vesti di terzino: quel compito è toccato invece a Laxalt, mentre Calhanoglu è stato proposto da mezz'ala.
Il turco ha giocato nella posizione occupata di solito dall'acciaccato Bonaventura, il che dovrebbe permettergli di andare al tiro con più facilità rispetto a quando ha agito largo a sinistra nel tridente d'attacco: ed in effetti qualche miglioramento si è visto, con quattro tiri scoccati (secondo solo a Kessié e Suso).
Lo spagnolo riproposto nuovamente sull'out di destra, ancora decisivo con un goal fuori area di sinistro che sembra essere diventato il suo marchio di fabbrica e spauracchio dei difensori avversari, incapaci di prendere le contromisure giuste per disinnescare la sua celebre finta.
Chi invece ha deluso è stato Bakayoko nel ruolo di regista, quello che sarebbe dovuto essere di Biglia: l'argentino si è infortunato nel riscaldamento e, come ammesso da Gattuso, ne avrà per molto prima di scendere nuovamente in campo. L'ex Monaco ha spesso sbagliato i tempi delle giocate e grave resta il suo errore sul pari del Genoa, con un pallone perso in una zona delicatissima.
La certezza assoluta di questo Milan camaleontico è l'attacco a due punte: Higuain e Cutrone sono imprescindibili e si trovano a meraviglia, anche se il 'Pipita' non ha avuto tante occasioni per far male, poco servito dai compagni di squadra che spesso e volentieri hanno cercato la soluzione personale (Suso in primis).
Con l'inserimento di Abate nel finale al posto di Calhanoglu, Gattuso è tornato alla difesa a quattro nel tentativo di acciuffare il goal vittoria, impresa riuscita grazie allo spunto di Romagnoli in extremis. Mossa vincente per una squadra che sembra aver abbandonato la staticità del 4-3-3.


