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Michu NapoliGetty Images

Michu, Napoli e il 'fatal' Bilbao: storia di un flop

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Un 'lungagnone' lento, poco agile, ma con ottima tecnica. Miguel Perez Cuesta (per tutti Michu), attaccante spagnolo di Oviedo classe '86, fu scelto dal Napoli per rinforzare l'attacco a disposizione di Rafa Benitez nell'estate del 2014: biglietto da visita, goal e giocate con la maglia dello Swansea, di cui però all'ombra del Vesuvio non si vide traccia. Anzi...

Michu, in netta ascesa grazie a tre ottime stagioni vissute al Rayo Vallecano e in Galles, diventò un nuovo calciatore azzurro nella seconda annata dell'era Benitez. Prestito con diritto di riscatto e affare con lo Swansea definito, l'iberico arrivò a Napoli tra attesa e curiosità.

Peccato che l'impatto con la realtà italiana fu l'antipasto di ciò a cui Michu andò incontro: 19 agosto 2014, preliminare di Champions League tra Napoli e Athletic Bilbao. L'andata si giocò al San Paolo e Benitez, a caccia della vittoria, sull'1-1 fece esordire il suo connazionale.

Al 78' dentro Michu e fuori Hamsik, una mossa che segnò la carriera dell'ex Swansea: minuto 81, la sfera gli capitò sui piedi all'altezza del dischetto dentro l'area dei baschi e comoda da scagliare in porta. Ma anziché tirare, lo spagnolo con sconcertante flemma decise di offrire la conclusione ad un Callejon più defilato e marcato, buttando alle ortiche una palla goal colossale.

Il Napoli, dopo l'1-1 di Fuorigrotta, perse 3-1 al ritorno a Bilbao venendo eliminato dalla Champions e 'retrocedendo' in Europa League. Un inizio 'horror', come quello di Michu.

Tutt'oggi il popolo partenopeo poco si spiega la scelta dell'ex Swansea, che esordì come peggio non potè vivendo un incubo. Appena 3 presenze in campionato e 2 in Europa League (con un assist), da ottobre solo infermeria.

Periostite, problemi al ginocchio: un autentico calvario, che relegò Michu ai box per il resto di una stagione già nata sotto la cattiva stella. Al termine della quale il Napoli non lo riscattò, rispedendo la punta in Galles.

L'erroraccio col Bilbao rappresentò la 'sliding doors' di una carriera costellata di infortuni, che costrinse Michu ad appendere gli scarpini al chiodo ad appena 31 anni.

Con lo Swansea rescisse pochi mesi dopo il rientro alla base, cercò di ritrovare sorriso e campo in quarta serie iberica al Langreo (squadra allenata dal fratello) prima di provare a tornare nel calcio che conta firmando con l'Oviedo. Club della sua città natale.

Ma un bottino magrissimo e altri problemi - stavolta alla caviglia - gli consigliarono di dire basta: Michu si ritirò giovane, tra rimpianti (vedi il flop di Napoli) e la consapevolezza che per importi devi essere sorretto anche dal fisico. 'Fatale', come lo fu il Bilbao in quella notte d'agosto.

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