Per segnare il primo goal in Serie A, Daniele Paponi ci ha messo più o meno un anno: esordire in massima serie a 17 anni fa un certo effetto, soprattutto se lo fai quasi a inizio stagione. Insomma, hai del potenziale importante. Per lui è stato semplice: uno dei migliori della primavera di Pietro Carmignani, un'alternativa in avanti per Mario Beretta.
Nella stagione successiva, quella 2006/07, sulla panchina del Parma siede Stefano Pioli, che gli permette di esordire in Coppa UEFA: lui lo ripaga con 2 reti tra preliminare, contro il Rubin Kazan, e fase a gironi, contro il Lens. Poi arriva dicembre: il momento dell'ennesima svolta.
La dinamica del primo goal in Serie A è il sogno di tutti: a dicembre si gioca allo stadio San Filippo contro un Messina ripescato in estate e non proprio organizzatissimo: i giallorossi vanno in vantaggio con Arturo Di Napoli. Neanche cinque minuti dopo, intorno al 75', e il Parma pareggia: tiro di Castellini, Storari imperfetto e arriva lui. Paponi, per l'1-1 definitivo.
Una rete che passerà alla storia: non solo perché la prima in assoluto in massima serie dell'attaccante, ma anche perché in bello stile. La respinta di Storari è a mezza altezza e teoricamente supera lo stesso Paponi che sì, viene effettivamente scavalcato, ma che si coordina e con il tacco colpisce la palla.
Un goal "di scorpione" perfettamente eseguito divenuto celebre nel corso degli anni: nella sua carriera Paponi ha vestito numerose maglie, tra cui quelle di Bologna, Montreal Impact e Juve Stabia. Dalla scorsa estate gioca nel Bari, una tra le favorite del Girone C di Serie C.
Ed è qui che la storia ritorna presente, quasi 15 anni dopo: di nuovo al San Filippo, di nuovo contro il Messina. Sempre intorno al 75', sempre in quella porta: palla scodellata in area di rigore, aggancio e girata con il mancino a battere Lewandowski per lo 0-2.
Corsi e ricorsi: Paponi, comunque, la costante. Non più "di scorpione", ma pur sempre decisivo contro una squadra e in uno stadio che hanno, entrambi, segnato la sua carriera.


