Lionel Messi è sempre il solito Lionel Messi: decisivo. Anche negli Stati Uniti, dove ha rialzato le sorti dell'Inter Miami, e in Nazionale, con tanto di rete decisiva all'Ecuador nella sfida d'esordio delle qualificazioni ai prossimi Mondiali.
Messi, semmai, non è stato Messi a Parigi. Due anni complicati al PSG, con un paio di titoli nazionali offuscati da altrettante eliminazioni premature in Champions League. Un rapporto complicato che la Pulga ha ricordato al canale di streaming Olga, condotto dal comico rosarino Migue Granados, che è andato a trovarlo nella sua casa di Miami.
"È andata così - le parole di Messi - La verità è che non è andata come mi sarei aspettato. Però mi dico sempre che le cose non succedono per caso: anche se non ho avuto un buon rendimento, sono diventato campione del mondo".
Quindi, una frecciata ai parigini:
"Sono stato l'unico campione del mondo che non ha avuto un riconoscimento da parte del proprio club, diversamente dai miei 25 compagni di nazionale".
Con la maglia del PSG, Messi ha collezionato 75 presenze in tutte le competizioni e realizzato 32 goal. Medie e numeri ben distanti dalle 672 reti in 778 partite con la casacca del Barcellona. Senza contare che il feeling con la gente di Parigi, in fondo, non è mai sbocciato davvero.
Oggi Messi ha cambiato vita. Vive e gioca in America, a Miami, e gioca in un campionato con meno riflettori e meno pressioni. Il PSG e le sue contraddizioni sono dimenticate. O quasi.
