Pur essendo stato il protagonista più importante della cavalcata dell'Argentina ai Mondiali in Qatar, Lionel Messi ha scelto la via del silenzio dopo la vittoria in finale sulla Francia.
Il capitano dell'Albiceleste non ha più parlato pubblicamente da quando è diventato campione del mondo, fino a questo momento.
Messi ha rilasciato un'intervista esclusiva al programma radiofonico Perros della Calle, ripercorrendo i momenti più significativi della spedizione qatariota.
"Molte persone tifavano Argentina perché volevano che vincessi il Mondiale, è una frase che ho sentito spesso durante la Coppa del Mondo, è stato incredibile. Tutta questa energia ha fatto in modo che alla fine il sogno si realizzasse".
Come altri suoi compagni, anche Messi ha rivelato quello che è stata la sua notte precedente al giorno della finale.
"Prima della finale abbiamo fatto la stessa routine delle altre partite. Ero molto calmo, ho dormito bene. Durante tutta la Coppa del Mondo ero molto rilassato, sentivo che stavamo bene, che io stavo bene e che stavamo facendo di tutto per riuscire a vincere".
La vittoria sulla Francia rappresenta anche la liberazione di un peso per la Pulce, spesso criticata per la mancanza di risultati ottenuti con la nazionale.
"Ho ricevuto molte critiche, di tutti i colori. E la mia famiglia ha sofferto molto più di me. Si è chiuso il cerchio: abbiamo vinto la Copa America e la Coppa del Mondo. Questo è quanto".
L'uomo decisivo però. almeno ai calci di rigore in finale, è stato Montiel. Messi racconta le sensazioni provate al momento in cui il compagno ha trasformato l'ultimo rigore.
"È difficile spiegare cosa ho provato quando Montiel ha tirato il rigore. Ti passano per la testa un sacco di cose e allo stesso tempo te ne vai, godendoti quel momento, che alla fine hai raggiunto. Ho realizzato tutto quello che sognavo con la nazionale, con il Barcellona, come individuo".
Non solo i goal e le giocate. Del Mondiale in Qatar resterà per sempre il ricordo delle tensioni con il ct olandese Louis Van Gaal.
"Alcuni miei compagni di squadra sono venuti da me per dirmi "hai visto cosa ha detto Van Gaal?". Quando tutto è finito, non mi è piaciuto quello che ho fatto, non mi è piaciuto nemmeno l'"andá pa allá", ma questi sono momenti di grande tensione, di grande nervosismo e si reagisce. Non mi piace lasciare questa immagine, ma sono cose che succedono. Sono successe molte cose in campo".
Dopo le grandi tensioni, la grande festa, che il numero 10 argentino ricorda con grande affetto.
"È stato pazzesco. La felicità del popolo, di tutte le età, era inspiegabile. Lo si poteva leggere nei loro volti. La cosa migliore di tutte è stato il comportamento della gente, perché non è successo nulla. Le persone che erano all'Obelisco hanno capito che per noi era impossibile arrivarci".
Infine un pensiero su Diego Armando Maradona, con il rammarico che non abbia potuto assistere al trionfo della sua nazionale.
"Mi sarebbe piaciuto che Diego avesse visto tutto questo, per quanto amava la nazionale... Credo che se fosse stato presente, mi avrebbe consegnato la Coppa. Credo che dall'alto, sia lui che molte persone che mi vogliono bene, mi abbiano spinto. Come dice la canzone (Muchachos, ndr), sono sicuro che stava spingendo dall'alto".
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