Segnare una tripletta, a meno che tu non ti chiami Robert Lewandowski - per fare un nome - non è una pratica semplice, ma pur sempre più comune dell'assistere a tre autoreti all'interno di un incontro.
Il campo delle probabilità si restringe ulteriormente se, a siglare quelle autoreti, è la stessa persona: in questo caso Meikayla Moore, protagonista sfortunata - a dir poco - di USA-Nuova Zelanda, gara valida per la She Believes Cup.
A trionfare sono state le statunitensi con un perentorio 5-0, risultato viziato fortemente dalla tripletta 'al contrario' della calciatrice neozelandese: tutti e tre gli autogoal, peraltro, sono arrivati nel corso della prima frazione e attraverso modalità differenti.
Il primo dopo soli quattro minuti di gioco col piede destro, il secondo in rapida successione dopo appena 82 secondi con un colpo di testa sbilenco; a concludere l'opera, il sinistro scoordinato con cui gli USA si sono portati sul triplo vantaggio al 36'.
Quest'anno, nella nostra Serie A, abbiamo assistito alle autoreti da ex di turno di Marchizza e Nikolaou in Spezia-Empoli, evento già di suo strano: non al livello, però, della disavventura che ha colpito Meikayla Moore.


