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Estigarribia Juventus 2011Getty

Marcelo Estigarribia, la meteora del primo Scudetto di Conte alla Juventus

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29 novembre 2011, a Napoli sbarca la Juventus per il recupero dell'undicesima giornata di Serie A in una gara che non sarà mai come tutte le altre. E' la prima stagione di Antonio Conte sulla panchina bianconera e proprio quella partita segnerà una svolta importante nel campionato di Madama, che si trasforma in una cavalcata trionfale verso la conquista del tricolore.

Il tecnico salentino, fin lì fedele al 4-3-3, infatti schiera la squadra a specchio con quella di Mazzarri scegliendo un inedito 3-5-2. La chiave tattica è un giocatore arrivato a Torino qualche mese prima da semisconosciuto: Marcelo Alejandro Estigarribia Balmori, detto 'Chelo', ossia violoncello. Il motivo? A svelarlo è 'Hurra Juventus': "Marcelo è sempre stato troppo lungo per amici e compagni. Da qui Celito e poi Chelo".

24 anni appena compiuti, nato a Fernando de la Mora da una famiglia di etnia Guaranì dal cognome basco, Estigarribia trascorre la sua carriera prevalentemente nel Paese d’origine. Cresciuto nel settore giovanile dell'Union Pacifico, arriva tra i professionisti con lo Sport Colombia, club di Division Intermedia del Paraguay (la nostra Serie B). L'anno successivo si trasferisce al Cerro Porteno. Nell'estate del 2008 ecco la prima avventura in Europa: Francia, Le Mans. Ma le cose non vanno come sperato e dopo una stagione e mezza torna in Sudamerica, stavolta in Argentina, per vestire la maglia del Newell's Old Boys, con cui Estigarribia conquista anche la convocazione in Nazionale. Fuori dal campo, come raccontato a 'Hurrà Juventus', per Marcelo vengono prima di tutto la famiglia e la religione.

"Mi piace leggere la Bibbia e in generale i testi cattolici. Provengo da una famiglia molto religiosa, tutti siamo credenti. In ogni momento libero, in generale, mi piace stare con le persone care. Dialogare e confrontarmi con loro".

Proprio la Copa America giocata ad alti livelli nell'estate 2011 col Paraguay, che arriva fino alla finale dove soccombe contro l'Uruguay, convince Marotta a portare quel ragazzo dai tratti indio a Torino versando 500 mila euro per il prestito al Deportivo Maldonado, club - gestito da procuratori - che intanto lo ha acquistato dal Newell's. Estigarribia nelle idee dell'allora dirigente bianconero deve fare numero come esterno offensivo per il 4-2-4 del nuovo tecnico Conte, che alla fine lo preferirà a giocatori decisamente più noti in Europa come Eljero Elia e Milos Krasic.

"Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società uruguaiana Deportivo Maldonado SAD per l’acquisto a titolo temporaneo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marcelo Alejandro Estigarribia Balmori, a fronte di un corrispettivo di € 0,5 milioni da versare al rilascio del transfer internazionale.
Il contratto prevede inoltre la facoltà per Juventus di esercitare, al termine della stagione sportiva 2011/2012, il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore a fronte di un corrispettivo di € 5 milioni, pagabile in tre esercizi".

Il ragazzo sbarca in Italia con grandi motivazioni, convinto di poter ritagliarsi il suo spazio.

“Questo è un passo decisivo per la mia carriera, decisivo è stato il passaporto che aspettavo da fine luglio: da extracomunitario la Juve non mi avrebbe preso e ho quindi vissuto settimane di apprensione, ora ho l’occasione per prendermi la rivincita sul calcio europeo dopo l’esperienza in Francia. Arrivo da un Paese piccolo e umile, fondato sul lavoro, che si contraddistingue per la tenacia e la voglia di emergere. Ora che sono bianconero, voglio dimostrare tutto il mio valore. Qui voglio realizzare il mio “sueño” da calciatore.

Nelle prime sei giornate di campionato in realtà Estigarribia non viene neppure inserito tra i convocati, tanto che il debutto arriva solo a metà ottobre nei minuti finali della trasferta sul campo del Chievo quando subentra al posto di Giaccherini.

La settimana successiva Conte lo schiera addirittura titolare contro il Genoa: Estigarribia resta in campo 67 minuti senza brillare, mentre nelle successive quattro partite giocherà altri tre spezzoni prima della magica notte di Napoli.

Conte decide di concedere nuovamente un'occasione a quel paraguaiano che corre a perdifiato lungo la fascia sinistra e sarà proprio lui a guidare la rimonta bianconera. La Juventus, infatti, a venti dalla fine è sotto per 3-1 contro un Napoli che sembra in totale controllo del match.

Sarebbe la prima sconfitta stagionale per Madama, ma al minuto numero 72 ecco la svolta: Matri spizza un cross dalla destra, la palla finisce dall'altra parte dove Estigarribia controlla di sinistro e con uno splendido tocco di punta destra anticipa De Sanctis in uscita infilando il goal del 3-2. I bianconeri a quel punto ci credono e sette minuti dopo completano la rimonta, a firmare il pareggio è Simone Pepe. Nel finale la Juve potrebbe anche vincerla ma intanto l'imbattibilità è salva con una rimonta che regala ulteriore fiducia al gruppo di Conte, tecnico per cui il paraguaiano ha speso parole importanti in una intervista a 'Tuttomercatoweb'.

"Quello alla Juve è stato un periodo esaltante! Arrivai e subito vincemmo uno Scudetto, un trionfo importante dopo tanti anni. Quello era davvero un gruppo molto forte, tutti pensavano al gruppo e nessuno a sé stesso. Il merito fu tutto di Conte, il grande regista di quella Juventus. E' stato il migliore allenatore che io abbia mai avuto. Con lui non si mollava mai, sia in allenamento che in partita. Non staccava mai".

La settimana successiva Estigarribia torna in panchina, mentre contro la Roma gioca di nuovo titolare come esterno alto del tridente insieme a Pepe e Matri fornendo l'assist per il goal del pareggio di Chiellini. Pochi immaginano che quello sarà di fatto l'ultimo squillo della sua avventura in bianconero.

In realtà Estigarribia colleziona altre sette presenze, di cui sei da titolare, contribuendo alla conquista del primo dei nove scudetti consecutivi vinti da Madama tra il 2012 e il 2020. Nonostante questo la Juventus decide di non esercitare il diritto di riscatto lasciando che il paraguaiano torni al Deportivo Maldonado, seppure di passaggio.

Le buone prestazioni offerta in bianconero infatti gli valgono la chiamata della Sampdoria, dove resta una stagione con 35 presenze, due goal e tre assist. Quindi si trasferisce a Verona, sponda Chievo, sempre in prestito per soli sei mesi e poi all'Atalanta dove rimane due anni. Nel 2014 rimedia un grave infortunio durante un'amichevole tra Paraguay e Corea del Sud, la diagnosi è spietata: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. E' l'inizio del definitivo declino.

Dopo un'altra serie di prestiti (Cerro Porteno, Chiapas, Colon di Santa Fe) finalmente debutta col Deportivo Maldonado ma a gennaio del 2021 viene girato nuovamente in prestito, all'Olimpia. Alla scadenza naturale del suo contratto, nel 2022, nonostante le voci su un prematuro ritiro dal calcio giocato Estigarribia firma col Sol de America, squadra paraguaiana senza grosse ambizioni di classifica dove milita ancora attualmente.

Lo Scudetto con la Juventus resta così l'unico trofeo vinto in carriera da Estigarribia, che seppure da meteora resterà per sempre legato al club bianconero grazie a quel tricolore. Il 'sueño' da calciatore di quel ragazzo col caschetto è diventato realtà.

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