All'indomani della dolorosa eliminazione in Europa League, la Juventus deve fare i conti anche con le beghe della giustizia sportiva che rischiano di riscrivere la classifica del campionato in corso, oltre che di influenzare pesantemente anche quella successiva.
Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, il procuratore federale Giuseppe Chinè ha deferito la Juventus nell'ambito della manovra stipendi: contestata la violazione dell'articolo 4.1, dunque della lealtà sportiva. Il club è stato deferito per responsabilità diretta e oggettiva "per gli atti e comportamenti posti in essere dai propri dirigenti".
Quello della manovra stipendi (suddivisa in due tronconi) non è però l'unico filone d'indagine con protagonista la società bianconera, deferita anche per i rapporti intrattenuti con alcuni agenti e per la partnership con altri sei club (Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Udinese, Bologna e Cagliari), oggetto di approfondimento da parte della Procura Federale.
Il deferimento è scattato anche per Andrea Agnelli (all'epoca dei fatti contestati presidente del Consiglio d'Amministrazione), Pavel Nedved (ex vicepresidente), Fabio Paratici, Federico Cherubini, Giovanni Manna (allora d.s. dell'Under 23), Paolo Morganti (a capo della Football Operations) e Stefano Braghin (ds del settore giovanile all'epoca): a tutti viene contestata la violazione dell'articolo 4 comma 1 del codice di giustizia sportiva.
Il procedimento nei confronti della Juventus e dei suoi ex dirigenti, sempre come riferito dall'ANSA, è previsto per il mese di giugno.
Lunedì, invece, sarà una giornata campale per quanto concerne il caso plusvalenze, col secondo pronunciamento della Corte d'Appello Federale che potrebbe infliggere una nuova penalizzazione in classifica dopo il precedente -15, oggetto di rimodulazione come stabilito dal Collegio di Garanzia del CONI.
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