Esserci arrivati è una grossa soddisfazione: vincerla, però, lo è di più. Roberto Mancini lo sa: sa bene che la sua Italia non deve accontentarsi del semplice raggiungimento dell'epilogo di Euro 2020 e ai microfoni della UEFA presenta così la gara di domenica contro l'Inghilterra.
"Stiamo lavorando per questo da tanto tempo e ci speravamo, ma non siamo ancora arrivati al successo. Sarà un successo solo se riusciremo a vincere domenica. Diciamo che speravamo di poter fare un bel lavoro. Questo lo abbiamo fatto, ma alla fine conterà anche vincere, eh".
Un pecorso lungo, fatto di soddisfazioni, chiaramente, ma di qualche ostacolo: soprattutto di tanto lavoro:
Adesso l'ultimo scoglio: l'Inghilterra a Wembley. A casa loro:"Contro l'Austria era una partita difficilissima, sofferta. Quello con Vialli è stato un abbraccio liberatorio, un po’ come essere tornati indietro 30 anni. Le ultime due non sono state semplici, ma quella era la prima a eliminazione diretta e per come si era messa è stata una partita davvero dura. Se vuoi arrivare in fondo a un torneo così, un Europeo o un Mondiale, in cui gli avversari sono tutti difficili da battere, devi adattarti a diverse situazioni. Non puoi pensare di vincere un mondiale o un europeo dominando".
"L’Inghilterra avrà lo stadio quasi tutto volto a sostenerla. E’ chiaro che ci sarà un bel tifo per loro. Però, considerando che a parte le ultime partite dell’Europeo, venivamo da un anno e mezzo senza tifosi, va bene anche così. Siamo noi a dovergli mettere pressione. Conta se saremo bravi ad andare in vantaggio. Poi è chiaro che le partite vanno giocate fino alla fine perché l’Inghilterra è una grande squadra, forte fisicamente e tecnicamente: una squadra che lotta. Ci sarà da combattere fino alla fine".
La finale, comunque, rimane una partita diversa da tutte le altre: ma non può bastare. Bisogna vincerla.
"La finale è una partita un po’ diversa, sì. Non si può giocare una partita di calcio tesi, nervosi. Bisogna giocare con la pressione giusta, cercando veramente di andare a divertirsi. Solo così poi si vince una finale. Sono orgoglioso di quello che i ragazzi hanno fatto. Non era semplice. Ci hanno creduto sin dal primo giorno. Essere arrivati alla finale è un grande traguardo. Però non basta".
