Tre punti nelle prime due partite di qualificazione ai prossimi Europei: poteva iniziare meglio il cammino dell'Italia, sconfitta a Napoli dall'Inghilterra e vittoriosa a Malta, l'anello debole di un girone comprendente anche Ucraina e Macedonia del Nord.
La sua parziale insoddisfazione l'ha già espressa Roberto Mancini, e non ha fatto nulla per nasconderla: intervenuto a margine della presentazione tenutasi a Roma del rinnovo della partnership tra FIGC e TIM, il commissario tecnico ha toccato diversi temi, tra cui l'allargamento dei Mondiali a 48 squadre a partire dall'edizione del 2026.
"Non mi piace. Così aumentano le partite, quando sarebbe meglio diminuirle per dare un po' di respiro ai giocatori, altrimenti arrivano ad un punto della stagione con tanta stanchezza addosso".
La presenza dell'oriundo Retegui, autore di due goal in altrettante partite, ha generato qualche polemica di troppo.
"E' una polemica senza alcuna logica: avete mai provato a fare una lista di attaccanti italiani convocabili in azzurro? I giocatori non devono rimanerci male, devono giocare e fare goal: se fanno bene, noi li chiamiamo. Per noi non è più semplice convocare un giocatore dall'altra parte del mondo. Lo fanno tutte le nazionali, se è possibile anche per noi allora bene".
A giugno andrà in scena la Final Four della Nations League in Olanda, con la semifinale contro la Spagna.
"Siamo positivi su questo aspetto, a giugno avremo diversi giorni per prepararci al meglio. E' un torneo importante, siamo arrivati due volte alla fase conclusiva e proveremo a vincerlo. Abbiamo vinto un girone non facile contro Germania e Inghilterra. Quando perdiamo, la Nations League conta, se vinciamo allora no: bisogna trovare una via di mezzo".
Escluso un ritorno di Balotelli in Nazionale, almeno fino a quando Mancini sarà il c.t. azzurro.
"Se è un capitolo chiuso? Sì, penso di sì".
Ci saranno ancora delle occasioni, invece, per Mattia Zaccagni, assente dalla lista dei convocati per gli ultimi due impegni.
"Per lui è valido lo stesso discorso fatto per Gianluca Mancini: lo abbiamo fatto debuttare noi in Nazionale, significa che crediamo in lui. Se un calciatore è bravo io lo chiamo".
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