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Jack Grealish Manchester City RB Leipzig Champions LeagueGetty

Goal e assist all'esordio in Champions League: notte magica per Grealish

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"E alla fine arriva..." Jack. Il più atteso, ma allo stesso tempo l'inaspettato: l'uomo da 117 milioni di euro chiacchierato e analizzato, in ogni sua caratteristica. Colui che ha fatto storcere il naso agli appassionati di tutto il globo, che leggendo il suo nome e la cifra del trasferimento al Manchester City hanno pensato: "Dove siamo arrivati?".

C'è sempre un motivo, in fondo, ben preciso per valutare un giocatore in un certo modo: la classe, la possibilità di far male agli avversari. Durante EURO 2020, ad esempio, mentre si vociferava di un suo possibile passaggio ai Citizens, si è a lungo discusso delle qualità dell'ala sinistra di Birmingham, rapportare al presunto costo del cartellino.

Sul web, nei tanti video che circolano sulle parodie calcistiche di questo o l'altro giocatore, negli ultimi mesi si è scherzato su uno dei suoi movimenti classici: palla al piede, suola, punta, punta, si ferma, studia l'avevrsario. Poi ritorna dal compagno indietro. Bene: Jack Grealish non è questo.

Lo aveva dimostrato all'Aston Villa, squadra che lo ha cresciuto nel cuore e sul campo: serviva solo la riprova con la maglia del City. In Premier League è arrivata nella gara vinta per 5-0 contro il Norwich, lo scorso 21 agosto. Sempre schierato dal primo minuto (tranne in Community Shield, ma con pochi minuti sulle gambe in quella circostanza), per tre volte per novanta minuti.

La Champions League è da sempre un banco di prova importante, in particolare se sei un esordiente assoluto nella competizione, abituato ad ascoltare l'inno più bello del mondo da casa, da bambino, da adolescente. Da giocatore di un'altra squadra, anche: sognando un giorno di poter vivere quel momento.

Il debutto di Grealish è stato speciale: e, soprattutto, non si è perso nel mare di goal del 6-3 finale tra Manchester City e Red Bull Lipsia. Sul risultato di 3-2, l'ex Aston Villa ha preso palla, è rientrato sul destro, suo movimento quasi naturale, e ha fatto partire un tiro a giro praticamente imparabile per Gulacsi.

Nel primo tempo aveva fornito un assist a Nathan Aké per la rete del vantaggio, battendo in maniera precisa un calcio d'angolo. Esistono esordi peggiori, insomma.

Lui esulta, ha quell'espressione tipica del "Non ci credo". Poi si rivolge al pubblico, chiude gli occhi e porta le mani alle orecchie, per la serie "Le critiche, le chiacchiere sul mio conto non mi interessano: io penso a giocare".

E' già diventato un elemento fondamentale per il City di Guardiola, dopo aver scalato le gerarchie del calcio inglese (e della nazionale di Southgate): è in rampa di lancio, l'ennesima della sua carriera in forte ascesa, a 26 anni.

La sfrontatezza e la consapevolezza della sua tecnica va oltre il dato sul trasferimento: i Citizens, che vincono all'esordio in Champions League, lo sanno bene. E alla fine, sì: arriva Jack.

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