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Leao MaldiniGOAL/Getty Images

Maldini su Leao: "Al Lille giocava per Instagram, qui ha cambiato mentalità"

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Paolo Maldini è stato ospite al podcast 'Muschio Selvaggio' nel corso del quale ha risposto alle domande di Fedez, snocciolando una serie di aneddoti riguardanti il Milan e il calcio in generale.

Particolarmente significative sono state le parole del dirigente rossonero nei confronti di Rafael Leao:

"Sono un esteta del calcio grazie a mio papà e Leao è bello da vedere, qualcosa di unico. Quando è arrivato faceva panchina al Lille e gli ho detto che giocava per il suo Instagram, perché metteva video bellissimi con dribbling e giocate. Però poi faceva due goal in stagione.Lo abbiamo aiutato a cambiare mentalità".

Il futuro del Milan a cavallo tra San Siro e l'ipotesi nuovo stadio:

"Se vogliamo vivere di ricordi restiamo dove siamo, ma la storia la fanno i giocatori. Non è più l'impianto di 80 anni fa.Possiamo andare avanti a vivere di ricordi? Oppure costruiamo uno stadio moderno per aumentare i ricavi?La città di Milano questa cosa l'ha capita, mi dà fastidio non cogliere questa occasione".

Il gap con superpotenze europee e, soprattutto, con il calcio inglese:

"In questo momento il gap è enorme e non facile da colmare.Battagliamo sul mercato con le ultime di Premier League che hanno un potere economico superiore. Noi ci proviamo con idee e tradizione sul mercato".

I calciatori più forti affrontati in carriera:

"Maradona e Ronaldo il brasiliano sono i più forti. Io non ho giocato contro Messi, grazie a Dio. CR7 è un grande bomber, ma ha meno magia degli altri due. Diego poi era simpaticissimo, mi sono vergognato per avergli dato tante di quelle botte e una volta gli chiesi scusa".

Maldini ha dedicato l'intera carriera al Milan, ma le sirene provenienti dall'estero non sono mai mancate:

"Quelle di Manchester United, Real e Arsenal erano vere come voci, ma nulla di concreto, anche il Chelsea mi aveva cercato".

Tra gli aneddoti raccontati da Maldini ci sono anche i litigi con Chiellini e Casiraghi:

"Le mani al collo di Giorgio? Mi aveva dato una gomitata, io mi ero già rotto il naso più volte, volevo evitare di romperlo di nuovo e quindi mi sono arrabbiato parecchio. Casiraghi? In un Trofeo Berlusconi gli ho tirato una testata, era mio compagno di squadra in Nazionale. Che vergogna quella volta, tra l’altro il giorno dopo si doveva sposare e lo ha fatto con l’occhio nero".

Si è inoltre parlato molto del 'famoso' intervallo di Istanbul, dopo il quale il Milan si fece rimontare tre goal dal Liverpool prima di arrendersi ai calci di rigore:

"Siamo entrati nello spogliatoio urlando tutti perché eravamo nervosissimi, è intervenuto Ancelotti urlando per farci stare zitti. Hanno detto che avevamo festeggiato, io da capitano non lo avrei mai permesso e anche i miei compagni non lo avrebbero mai fatto".
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