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Ralf Rangnick RB LeipzigGetty

Maldini smentisce Rangnick-Milan: "Non è il profilo giusto"

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Niente Milan per Ralf Rangnick. Lo precisa Paolo Maldini, chiudendo le porte del Diavolo all'attuale Head of Sport and Development Soccer della Red Bull, il cui nome era finito in orbita rossonera per la prossima stagione.

A 'Sky', l'ex capitano spegne l'ipotesi che conduceva al tedesco spendendo parole dolei nei confronti di Pioli.

"Sinceramente, da direttore dell'area sportiva, con il dovuto rispetto, non credo che Rangnick sia il profilo giusto da associare al Milan. Noi di Pioli siamo veramente contenti, perchè è subentrato in una situazione non facile in cui la squadra non stava andando bene e c'erano poche certezze. Si è imposto e ha fatto crescere dei ragazzi giovani, dando identità alla squadra".

"Da adesso a fine stagione possono succedere tante cose: tutti noi, giocatori, ma soprattutto allenatori e dirigenti viviamo di risultati. Siamo veramente contenti del lavoro di Pioli. Ci auguriamo di fare una seconda parte di stagione super, che credo faremo, e sederci a maggio a fine stagione".

Dal toto-panchina al derby, da cui il Milan è uscito con le ossa rotte dopo un primo tempo da incorniciare.

"Se analizziamo bene la partita, è stato veramente un primo tempo fantastico da parte nostra, il miglior primo tempo degli ultimi cinque anni, secondo me. Ci sono delle mancanze, lo sappiamo e stiamo lavorando su questo. Non siamo una squadra perfetta e stiamo lavorando per migliorare e determinare determinati errori per evitare di perdere partite che non meriti di perdere".

"Quando hai una squadra giovane questo può succedere. Capita anche alle squadre più esperte. Chi è stato calciatore, si ricorda benissimo dei momenti di difficoltà quando la partita cambia: in quei momenti ti aggrappi sempre ai giocatori di maggiore esperienza e in questo i giocatori tipo Kjaer e Ibrahimovic danno questa sicurezza, ma forse è ancora troppo poco per far crescere velocemente i nostri giovani".

E a proposito di Ibra, ecco il pensiero di Maldini.

"Dal punto di vista del giocatore non dovevo certamente scoprirlo. Ha fatto sempre il campione in ogni sua partita in cui ha giocato in qualsiasi lega del mondo. Dal punto di vista fisico, pur essendosi allenato da solo, è difficile tornare in un campionato come quello italiano e incidere dopo due mesi e mezzo di inattività".

In casa rossonera, a dispetto di un'annata complicata, le intenzioni sono chiare.

"L'anno scorso siamo arrivati quinti ad un punto dalla Champions League, l'idea è quella di migliorare questo risultato. C'è ancora la possibilità, avremo ancora tante occasioni per dare una svolta alla nostra stagione. Il resto lo stiamo facendo: una rosa più giovane, meno folta, il monte ingaggi che cala. Non abbiamo ancora il Milan dei nostri sogni, ma ci stiamo lavorando".

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