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Malcom Bordeaux 2017-18Getty Images

Malcom e il cambio di rotta: annunciato dalla Roma, al Barcellona 24 ore dopo

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E' facile dire agli altri, a sè stessi, alla propria sfera d'influenza, di sapersi accontentare. Sì sì, chi troppo vuole nulla stringe. Un passaggio così mi va benissimo, non vorrei avvicinarmi troppo al sole per rischiare di bruciarmi. Tra il dire e il fare, rappresentato dal trovarsi in quella situazione in cui tutto cambia e i programmi futuri vengono spazzati via da una telefonata, c'è però un mare di pensieri, collegamenti sinaptici che si attivano per rivoltare le promesse e l'accontentarsi. Chiedete a Malcom, oggi in campo con lo Zenit contro la Lazio in Champions League,

Forse cercavi Malcolm? No, no proprio Malcom. Il tipico brasiliano, tutta tecnica, velocità, dribbling e milioni sonanti davanti. Quando sei duttile, sei verdeoro, segni dodici reti in una stagione di Ligue 1, unendo nel calderone anche assist e giovane età, non puoi non essere cercato, ricercato, attaccato da ogni dove per essere messo alle strette, in positivo. Per firmare con un nuovo club.

E' l'estate del 2018 e Malcom non ha dubbi: lascerà il Bordeaux. Certo, la Ligue 1 è all'interno dei big five europei, ma la Liga, la Serie A, la Premier e sì, la Bundesliga, sono altra cosa. La Roma fiuta l'affare, che non è proprio a buon mercato, viste le decine di milioni da pagare ai girondini e avanza tutti i carrarmati in terra transalpina per superare avversarie e contendenti.

Sono passati pochi mesi dalla magica rimonta dell'Olimpico, con Manolas spiritato, Messi con lo sguardo basso e la semifinale di Champions League conquistata dalla Roma di Di Francesco. Il Barcellona è fuori dall'Europa, i tifosi giallorossi cominciano a sognare seriamente la vetta del continente, trent'anni dopo Grobbelaar. La preda è di quelle da sfidare apertamente, con coltello in mano e sguardo fisso. Non allarghiamoci, altra storia. Spoiler, Liverpool vincente prima e dopo, sul tetto.

Qua si parla di Malcom e no, per l'ennesima volta, non Malcolm. C'è una l in più, lunga come lettera, all'opposto di quanto corto fu il trasferimento del classe '97 alla corte della Roma. Un paio di ore, come alcuni colleghi del passato, calciatori del presente e futuri sportivi. Vedi Schick, vedi Biabiany. Le visite mediche, gli annunci e le foto con il nuovo club sono sicurezze sì, ma non al 100%. Ci sono sempre piccole percentuali a rimanere oscure, in attesa di sobbalzare e rivoltare la situazione.

Sarebbe facile scrivere: è giallo. In effetti lo è, lo teniamo. E' giallo in quel 23 luglio 2018. Perchè la Roma praticamente annuncia Malcom, le testate si danno da fare, è ufficiale:

"La Roma conferma di aver trovato un accordo di massima con il Bordeaux per il trasferimento del calciatore Malcom. L’operazione sarà ratificata in seguito al buon esito delle visite mediche".

Torniamo indietro a due righe prima. Ufficiale? Non proprio. C'è quel, 'l'operazione sarà ratificata in seguito', a tenere a galla il calciomercato e le possibilità. Manca ancora qualcosina, è un 99% mascherato da percentuale minore. Possono accadere ancora tante cose, specie il mancato superamento delle visite mediche. A quel punto, il male minore. Ciò che accade invece fa rivoltare il popolo, ad un passo dall'idea di avere Malcom con sè, contro tutto e tutti.

Malcom è in arrivo a Ciampino alle 23, tutto sembra una formalità. Ma le parole sono importanti, e quel sembra sarà abbastanza per bloccare l'affare. A Bordeaux arriva l'offerta da 41 milioni, superiore di 9 rispetto a quanto offerto dalla Roma. L'offerta è del Barcellona eliminato pochi mesi prima nella notte del Manolas spiritato. Per i complottisti sarà semplicemente una ripicca dovuta alla rimonta di Champions. A noi blaugrana non serve Malcom, ma vi facciamo comunque un torto. Questo gira nella mente di pochi. Forse tanti.

Fatto sta che Malcom non arriva a Roma e il 29 luglio vola a Barcellona, stavolta sì, spinto da un Bordeaux che poche ore prima aveva detto no alla partenza a sud, alla volta di Fiumicino. Il trasferimento a casa Messi non può saltare, nell'annuncio dei catalani non c'è questa eventualità. Quinquennale e giù di insulti a giocatore e società spagnola, attaccata con il ricordo della rimonta, colpita nell'onore, nei patti. Non rispettati, secondo i social, nemmeno dalla società francese, rea di non essersi accontentata.

E Malcom? Beh, Malcom ha colto l'opportunità di un trasferimento a cui sembrava non poter ambire. Per il bambino che risiede nel giovane, la Roma sembra già il monte Pico da Neblina. Ma per un Pico da Neblina scalato, c'è quell'Everest che appare improvvisamente. E fatto uno, perchè accontentarsi?

"Non sapevo niente riguardo alla trattativa tra le società, ero felice di andare alla Roma, ma poi il presidente Stéphane Martin non mi ha lasciato andare perché il Barcelona aveva fatto un'offerta più alta al Bordeaux. I blaugrana sono passati prima di tutto dal club. Era il mio sogno, lo sapevano. D'accordo col presidente ho quindi scelto di vestire la maglia del Barcellona".

18:23, la Roma rivela di aver trovato l'accordo per Malcom. 18:24 del giorno dopo, il Barcellona lo annuncia. Passano 24 ore, precise, spaccate. Col riporto di un minuto. Uno, come l'unico goal segnato con i blaugrana, in un trasferimento quasi per caso, per alcuni, causa vendetta, sportiva, interessata e non interessante. Chissà.

Malcom Barcelona 2018-19Getty Images

Amato, poi odiato, Monchi scricchiola per essersi fatto beffare. La spiegazione? Per filo e per segno:

"Quello che è successo con Malcom è facile da spiegare ma complicato da capire. Noi lo seguivamo da un po' e ci piaceva tanto. Aveva il profilo che stavamo cercando e per questo abbiamo cominciato una trattativa con il Bordeaux e con il procuratore del giocatore circa una settimana fa. Dopo qualche giorno di intenso lavoro, ieri alle 17 si era trovato l'accordo con tutte le parti. La trattativa era chiusa e avevamo chiesto al Bordeaux l'autorizzazione per far venire il ragazzo a Roma per svolgere le visite mediche.

Da parte nostra c'era la massima tranquillità e soddisfazione. Trenta minuti dopo l'accordo mi ha chiamato il presidente del Bordeaux per convincermi a fare un comunicato ufficiale per ufficializzare l'accordo. Io ero scettico visto che la Roma è quotata in Borsa ma loro hanno insistito pubblicando un tweet. A quel punto siamo stati costretti a fare la stessa cosa. I problemi sono cominciati poco dopo con le voci di un interessamento del Barcellona.

Sapevo del loro interessamento, come di tante altre squadre per Malcom ed era per questo motivo che avevo accelerato la trattativa in modo da chiudere tutto prima degli altri. La sorpresa è arrivata quando mi ha chiamato uno dei procuratori del giocatore per dirmi che il Bordeaux aveva negato l'autorizzazione al giocatore a venire a Roma poco prima del suo sbarco nella capitale. Avevamo anche prenotato l'aereo... Ho chiamato il presidente francese e lui mi ha confermato che il Barca aveva fatto un'offerta superiore".

Malcom giocherà solamente il 2018/2019 al Barcellona, oscurato come ogni ala e attaccante dalla luce eterna di Messi. Inghiottito da un'era blaugrana troppo grande per i buoni giocatori, nè campioni, nè fuoriclasse. Avvicinatosi troppo al sole, oltre la sfera dell'accontentarsi, ustionato no, bruciato.

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