Pubblicità
Pubblicità
Maignan Milan NapoliGetty Images

Maignan insuperabile: prestazione super contro il Napoli

Pubblicità

Semplicemente insuperabile. Difficile coniare un termine diverso da questo per dipingere la sontuosa prestazione di Mike Maignan nel primo atto dei quarti di finale di Champions League.

Nell'economia del successo rossonero targato Bennacer, la prestazione da urlo del portiere francese ha rappresentato un fattore determinante nell'arco dei novanta minuti di San Siro.

Su tutte, e come potrebbe essere diversamente, svetta la strepitosa parata su Di Lorenzo. Un intervento incredibile, volto a graffiare la sfera lontano da dove era originariamente indirizzata, ovvero l'incrocio dei pali.

Quando si dice che alcuni portieri garantiscono un tot di punti a stagione, si dice esattamente il vero. Specialmente nel caso del classe 1995 che del Milan - da ormai due anni - è diventato un autentico pilastro.

Da tre partite consecutive il Milan ha blindato la propria porta, incassando zero goal nel giro di 180' contro un Napoli che, quest'anno, in termini di produzione offensiva aveva praticamente fatto male a chiunque, risultando la migliore in termini realizzativi in questa Champions. Ha colpito tutti questo Napoli, ma non questo Maignan.

Oltre al prodigio su Di Lorenzo, l'ex portiere del Lille ha mostrato soglia d'attenzione altissima e riflessi pronti anche sul tentativo di Anguissa, sul bolide dalla distanza di Zielinski e persino sulla soluzione provata da Elmas.

Nulla da fare per la squadra dominatrice del campionato di Serie A. Impossibile scalfire il nuovo numero 1 della Nazionale francese.

Davide Calabria, a fine partita ha evidenziato la grande prova del compagno, come riportato da 'La Gazzetta dello Sport'

"Non abbiamo subito goal contro la squadra che ha segnato di più in Champions. È stata una partita intensa, con tante gare nella gara. Il pubblico ci ha aiutato e credo che la vittoria sia meritata. Loro ci hanno creato dei problemi tra le linee all’inizio e Mike ci ha dato una mano".

Una mano decisamente provvidenziale, soprattutto se la si guarda (e riguarda) levare quel pallone destinato all'incrocio. Un frame che potrebbe, condizionale d'obbligo, aver riscritto la storia della qualificazione.

Pubblicità
0