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Lukaku Lautaro DybalaGOAL

Lukaku, Lautaro e Dybala per l'attacco dell'Inter: un dolce 'problema' per Inzaghi

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La suggestione, nata senza troppe pretese di veridicità, sta per trasformarsi in qualcosa di terribilmente concreto: Romelu Lukaku, Lautaro Martinez e Paulo Dybala, tutti insieme a far parte dell'attacco dell'Inter per la stagione 2021/22. Un trio formidabile che innalzerebbe esageratamente l'asticella per i più ottimisti, ma anche una potenziale gatta da pelare per chi preferisce pensare da realista.

Nessuno è depositario della verità assoluta ma, come spesso accade, la via da seguire sta nel mezzo e non coincide con gli estremi: i dubbi sull'incompatibilità tattica dei tre 'moschettieri' sono leciti e il 3-5-2 tanto caro a Simone Inzaghi non fa altro che avvalorarli, un 'problema' che però ogni allenatore sognerebbe di avere al momento di stilare la formazione da impiegare in campo.

Appare evidente come il sistema di gioco del tecnico piacentino non sia l'ideale soprattutto per l'inserimento di Dybala, a meno che non avvenga una 'correzione' con la rinuncia ad un centrocampista e il passaggio al 3-4-1-2, dove l'argentino agirebbe da trequartista alle spalle di Lukaku e Lautaro. Discorso che, comunque, lascia il tempo che trova.

Il 'problema' d'abbondanza offensiva per l'Inter non dovrebbe mai essere posto, a maggior ragione nell'era delle cinque sostituzioni e di un calcio sempre più affollato, con un minimo di 50 partite a stagione ad attendere i top club europei: poter scegliere, ad ogni occasione, tra tre attaccanti del genere è un valore aggiunto su cui ogni tecnico vorrebbe contare.

L'aspetto negativo della questione, dunque, è parecchio debole rispetto a ciò che attenderà l'Inter nella nuova stagione, quando i numerosi impegni ravvicinati richiederanno un ampio ventaglio di soluzioni da cui attingere.

Non la pensa esattamente così Arrigo Sacchi, il cui discorso è più che altro incentrato sulla compatibilità dei tre giocatori in un modulo da utilizzare dal primo minuto e non su un'ipotetica soluzione da adottare a gara in corso.

"Ho sempre pensato che le squadre non si fanno con le figurine. Ero al Real Madrid - le sue parole a 'La Gazzetta dello Sport' - come direttore tecnico nel 2004-05, e mi chiesero di allenare. Sapete com’era composto l’attacco? Ve lo dico io: Beckham, Raul, Ronaldo, Zidane, Figo. In panchina, i primi due sostituti erano Morientes e Owen. Non era una squadra, era un film. Però mancava la trama. E allora io ringraziai il presidente, ma rifiutai. Per proteggere la difesa sarebbero stati necessari due mediani con i giubbotti antiproiettile. Le squadre hanno sempre bisogno di equilibrio".

Più possibilista Giuseppe Bergomi, che sempre ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport' ha sottolineato l'importanza di poter scegliere a seconda dell'evolversi delle tante partite che l'Inter sarà chiamata ad affrontare.

"E' possibile che Lukaku, Lautaro e Dybala giochino in un tridente? In partenza no... L’Inter nel suo complesso è modellata sul 3-5-2, a partire dalle mezzali che si esaltano in quei movimenti. E Brozo, in un centrocampo a due, non sarebbe più così determinante".

Due opinioni illustri relativamente ad un punto interrogativo che sta spaccando in due l'opinione pubblica: non di certo Simone Inzaghi, il quale si starà sicuramente sfregando le mani all'idea di lavorare con tre attaccanti in grado di fare la voce grossa non solo in Italia, ma anche oltre i confini nazionali.

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