Vederli troneggiare al centro del proprio attacco dà un senso di sicurezza. Come avere un supereroe grande, grosso, potente, pronto a difenderti dai soprusi dei difensori cattivi. Oggi, però, Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic saranno uno di fronte all'altro. Simboli e uomini chiave di Inter e Milan, di fronte nel derby della Madonnina.
Già 12 reti nella prima parte di stagione per il centravanti belga, che al suo primo anno in Serie A aveva già spazzato via le inevitabili critiche e perplessità piovute su di lui dopo l'ultima annata negativa al Manchester United; altrettante per lo svedese, arrivato a gennaio di un anno fa per risollevare le sorti del Milan e monumentale nonostante l'età avanzata. Stazze simili, percorsi diversi. E un passato in comune che, neppure troppo tempo fa, li vedeva condividere lo stesso spogliatoio: quello del Manchester United.
Lukaku e Ibrahimovic hanno vestito la maglia rossa appena per mezza stagione, dall'estate del 2017 al gennaio del 2018. Poi Ibra ha fatto le valigie e se n'è andato a Los Angeles. Ma il rapporto tra i due è nato quasi immediatamente, nonostante l'inevitabile concorrenza in campo e il fatto che proprio l'arrivo del belga dall'Everton, di fatto, abbia chiuso le porte allo svedese, infortunatosi gravemente a un ginocchio qualche mese prima.
"Ibrahimovic era sempre in competizione, voleva sempre lottare per il posto anche in allenamento. Ed è una cosa che mi ha cambiato. Lui ha dovuto combattere per ottenere quello che ha ottenuto. E io, da questo, ho imparato a concentrarmi, a lavorare sodo e anche a divertirmi".
Così, qualche anno fa, parlava Lukaku al sito ufficiale dello United. Parole vere, sincere. E nonostante nella prima parte del 2017/18 i due abbiano giocato assieme solo per 5 spezzoni di partita in Premier League, più un altro in Champions, fuori dal campo la scintilla è scoccata lo stesso. A partire proprio dall'estate 2017, quella in cui lo United ha acquistato Lukaku.
GettyAl suo arrivo a Manchester, come rivelato qualche tempo fa da Ibrahimovic, lo svedese ha ricevuto una telefonata dal suo nuovo compagno. Lukaku voleva un permesso: quello di poter indossare la maglia numero 9. Permesso accordato.
"Lukaku mi ha chiamato dicendomi: 'Fratello, posso avere la maglia numero 9?'. E io gli ho detto: 'Non voglio crearti difficoltà, voglio solo che ti senta felice. Per cui è tutta tua. Però io mi prendo la 10'".
E quella volta in cui Ibrahimovic fece una scommessa con Lukaku? Altro episodio che, nell'ottobre del 2019, l'attuale centravanti del Milan ha simpaticamente raccontato alla 'Gazzetta dello Sport'.
"Allo United facemmo una scommessa: 'Ti do 50 sterline per ogni stop giusto'. Lui: 'E se li azzecco tutti, cosa mi dai?'. “Nulla, semplicemente ti rendo un calciatore migliore!”. Per la cronaca, non accettò mai. Forse aveva paura di perdere...".
Amici-rivali, insomma. Lukaku e Ibrahimovic si stimano e si apprezzano a vicenda. Questa sera, come già accaduto più volte tra la scorsa e l'attuale stagione, saranno dalla parte opposta di San Siro: uno nell'area del Milan, l'altro in quella dell'Inter. Perché il derby è così: non ci si può mai guardare in faccia. E nemmeno questa volta si farà un'eccezione.




