In un mondo di commissari tecnici pronti a dire la propria a seconda del vento e della competizione, i tifosi di tutto il globo, capita di imbattersi in una o l'altra polemica verso il giocatore simbolo di una nazionale: questa volta è capitato a Romelu Lukaku, da venerdì notte nel mirino dei suoi connazionali per la gara tra Belgio e Italia, e non solo.
Perché in fin dei conti sono sempre tre a pagare, in caso di fallimento calcistico: in ordine, l'allenatore, la punta e il portiere (quest'ultimo a seconda della prestazione). Martinez ha già dato: una volta rientrati alla base, i Diavoli Rossi hanno affrontato l'impatto una realtà carica di vena polemica e critiche. E nonostante i 4 goal messi a segno a Euro 2020, il secondo bersaglio, in patria, è stato proprio l'attaccante dell'Inter, reo di non aver inciso in una gara importante come quella contro gli azzurri.
In realtà, quella del "panterone moscione" (per riprendere le parole di Paolo Di Canio) che non incide nelle sfide che contano è una storia che va avanti già da qualche anno e che ha riguardato anche il suo periodo all'Inter: basti pensare alle critiche dopo la fase a gironi di Champions League, da cui il club nerazzurro è stato eliminato, o alla finale di Europa League del 2020, sfortunata per diversi motivi per l'attaccante belga.
Lukaku rimane sempre l'MVP della Serie A, con 24 reti messe a segno nell'ultimo campionato, quello dello Scudetto, e d'altra parte resta un attaccante formidabile, quando in giornata: contro l'Italia, al di là del rigore, davvero poco, tanto da portare il quotidiano HLN a chiedersi dove fosse.
"Hey Rom, dov'eri? Lukaku non era lo spietato assassino di cui l'Italia aveva tanta paura. Troppo in ombra durante la partita, completamente invisibile anche dopo, troppo deluso. Non sono arrivate risposte al suo europeo nel post-partita".
Nessuna risposta, anzi, il silenzio assoluto anche sui social che un po' rispecchia il gesto rivolto dopo il rigore segnato, nonché la solitudine vista in campo: se c'è un aspetto, tra gli altri, che all'Inter gli ha permesso di incidere in maniera importante quello è la forza del gruppo. Resta il rammarico per non aver chiuso la stagione, con il Belgio, nella stessa maniera di quanto fatto a Milano.
Lukaku non è diventato un attaccante scarso, né lo sarà dopo questi Europei: in patria hanno comunque trovato un capro espiatorio, emblematizzato nell'errore salvato da Spinazzola con la coscia. Mani in volto e tanti rimpianti: Lukaku, dov'eri?
