Il colpo estivo del Napoli doveva essere Hirving Lozano. Al PSV 38 milioni più bonus e Ancelotti accontentato: il messicano, pupillo del tecnico di Reggiolo, diventa una freccia a disposizione dell'arco di Carletto.
Peccato che, a dispetto dell'esoso investimento compiuto dagli azzurri - il più costoso nella storia del club - in 6 mesi Lozano abbia deluso le attese. Ma soprattutto, dall'arrivo di Gattuso in panchina le chances per far ricredere gli scettici sono vertiginosamente diminuite.
Se con Ancelotti in attacco una maglia per Lozano era praticamente garantita (seppur tra mille dubbi sul rendimento), sotto la guida di Ringhio i tempi si sono fatti decisamente duri: 136 minuti giocati in due mesi esatti (Gattuso ha debuttato al timone del Napoli il 14 dicembre contro il Parma).
Con l'ex Milan, il messicano è partito titolare una volta sola - in Coppa Italia col Perugia - e non è mai riuscito ad andare in goal: con Ancelotti, invece, le presenze complessive dal suo approdo all'ombra del Vesuvio sono state 17 (molte delle quali dal 1') e condite da 3 reti.
L'impatto flop sul nostro calcio di Lozano ha scoraggiato chi lo riteneva un 'crack' del mercato azzurro, ma oltre ad un approccio mentale spesso e volentieri ritenuto molle ci si è messo anche il rebus riguardante la sua collocazione tattica.
Seconda punta, finto centravanti, attaccante esterno? Ancelotti - fino all'esonero - lo ha provato nei primi due ruoli, Gattuso invece gli ha ricamato addosso l'abito di una delle due ali nel tridente. Prima destra, poi sinistra. Il tutto, però, senza gli effetti sperati.
Su una fascia Callejon ha saputo riprendersi una maglia, sull'out mancino capitan Insigne appare inamovibile. In più, l'arrivo di Politano a gennaio ha complicato ancor di più la vita all'ex PSV.
Il picco più basso dell'esperienza napoletana di Lozano è stato raggiunto mercoledì sera a San Siro, dove i problemi al ginocchio di Insigne hanno portato Gattuso a preferirgli Elmas nell'insolita veste di esterno sinistro alto. Proprio la posizione che Ringhio aveva deciso di affidare al messicano.
Il quale, però, nemmeno col forfait del numero 24 ha trovato spazio. Tantomeno a gara in corso. Non è un caso se, il giorno dopo, un suo post Instagram ha avuto il sapore dello sfogo per l'ennesima panchina.
Tema, l'articolo di un giornalista messicano che ha voluto incoraggiare il proprio connazionale e che Lozano ha accolto con favore e gratitudine.
"Fare ciò che uno ama implica uno sforzo che in pochi conoscono, che coloro che si godono una partita neanche immaginano. Oggi ho trovato nelle tue parole il riflesso quasi esatto del prezzo da pagare per perseguire il mio sogno. Mi hanno sorpreso. In queste parole ho trovato la risposta a molti interrogativi che si aggirano per la mia testa".
"Non puoi sapere quanto io desideri che le tue previsioni diventino realtà, continuerò a lavorare affinché così sarà. Ti ringrazio per avermi dedicato la tua colonna, oggi è stato un bel giorno da quando l'ho letta. Un giorno più tranquillo, con la gioia di sapere che c'è qualcuno che capisce il mio momento attuale. Grazie, con tutto il cuore".
Lozano spera in tempi migliori, ma intanto resta un rebus grande quanto una casa nella già indecifrabile stagione del Napoli.


