Nemmeno la mistica, questa volta, ha salvato gli irretrocedibili. Serviva un miracolo, ma il miracolo non è arrivato: per la prima volta nella storia della Bundesliga, l' Amburgo chiude penultimo e deve subire l'onta di una dolorosa, e probabilmente inevitabile, retrocessione.
Al Volksparkstadion, la squadra di Titz vince per 2-1 contro il Borussia Mönchengladbach, in una gara sospesa nei minuti finali a causa delle intemperanze e di qualche incidente provocato dai sostenitori di casa, ma non basta: vince anche il Wolfsburg terzultimo, che grazie al 4-1 contro il Colonia già retrocesso si tiene i due punti di vantaggio sugli avversari diretti, costringendoli alla discesa nella seconda serie.
GettyQuel che appariva solo questione di tempo, così, accade veramente: l'orologio digitale che nell'impianto dell'Amburgo segna il tempo trascorso in Bundesliga dal club ansetico si ferma a 54 anni e 261 giorni, ovvero il periodo di vita della Bundesliga. L'unico club ad aver partecipato a tutte le edizioni del massimo campionato tedesco, istituito nel 1963, il prossimo anno giocherà in Zweite Bundesliga.
Una giornata difficilmente dimenticabile per un club dal palmares particolarmente corposo: sono 6, compresi quelli pre-Bundesliga, i titoli tedeschi in bacheca, oltre a tre Coppe di Germania e alla Coppa dei Campioni del 1983, vinta sulla Juventus grazie al celeberrimo goal di Felix Magath.
Getty ImagesRetrocessione probabilmente inevitabile, come detto, perché negli ultimi anni l'Amburgo ha spesso scherzato con il fuoco. Nello scorso campionato si è salvato per un punto e due stagioni fa è arrivato terzultimo, giocandosi e conquistando la salvezza ai playout come aveva già fatto nel 2014. Un ruolino di marcia che testimonia le difficoltà di un club ben lontano dalla gloria del passato.
Questa volta i playout li giocherà proprio il Wolfsburg, campione nel 2009 con Edin Dzeko in attacco: è la seconda volta dopo l'esperienza di 12 mesi fa, quando i Lupi si erano salvati nella doppia sfida contro l'Eintracht Braunschweig. Questa volta l'avversario sarà l' Holstein Kiel, terzo in Zweite Bundesliga.
Con la retrocessione dell'Amburgo, rimangono così quattro i club dei cinque maggiori campionati europei che, nella propria storia, non sono mai retrocessi: il Real Madrid, il Barcellona e l'Athletic Bilbao in Spagna e, ovviamente, l'Inter in Italia.
Per l'Amburgo è il triste epilogo di un'annata da dimenticare: appena 8, compresa quella sul Gladbach, le vittorie ottenute in campionato. Ekdal e compagni avevano cominciato bene, portandosi a casa 6 punti nelle prime due giornate, poi sono progressivamente crollati. Fino alla giornata odierna. La più triste nella storia del club.


