Un pomeriggio a due facce: ecco cos'hanno vissuto il Brest e Islam Slimani, il suo centravanti, già allo Sporting, al Leicester e al Monaco negli scorsi anni. Se la formazione bretone si è imposta per 3-1 sul campo del Clermont, rilanciando in maniera improvvisa le proprie ambizioni di salvezza, l'algerino non si è goduto il successo. Per nulla.
La motivazione non ha a che fare con il pallone. Stando alle accuse di Slimani, ancora una volta il tema dominante è il razzismo. Il centravanti del Brest, infatti, sarebbe stato apostrofato con pesanti epiteti da un avversario, Johan Gatien.
"Mi ha chiamato 'sporco arabo'", ha detto Slimani al quarto uomo posizionato a bordocampo, che a fatica ha provato a placarne l'ira.
"È grave di questi tempi essere trattato in questo modo - ha rilanciato Slimani dopo la partita - Io non sono pazzo, non lancio accuse del genere ingiustamente".
Il trentaquattrenne centrocampista di casa Johan Gastien, come riportato dall'edizione francese di Amazon Prime Video, ha negato però di aver pronunciato quelle parole quasi in lacrime.
"Io parole del genere? No, no, no. Non lo direi mai. So come va a finire sui social, mi dispiace perché questo mi fa sembrare un idiota".
Un altro giocatore del Clermont, Franck Honorat, intercettato dalle emittenti francesi al termine della gara ha provato a minimizzare sull'accaduto:
"C'è stata qualche parola, ma non ho capito cosa sia stato detto".
L'ex laziale Mickael Ciani, che oggi ricopre il ruolo di opinionista per Prime Video, si è invece sfogato:
"È uno scandalo. Dopo tutti questi anni ancora dobbiamo lottare. I nostri propositi non vengono messi in pratica, né in campo né nella vita di tutti i giorni. Se confermato, sarebbe molto grave".
Toccherà alle autorità calcistiche francesi far luce sulla vicenda e sulle pesanti accuse di Slimani. Al quale, intanto, non rimane che la parziale felicità di aver aiutato il Brest a portarsi a casa tre punti fondamentali nella difficile corsa alla permanenza in Ligue 1.
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