Tra i protagonisti del Festival dello Sport di Trento è intervenuto anche Leonardo, vecchia conoscenza del calcio italiano - prettamente su sponda milanese - e oggi Direttore Sportivo del PSG.
Tanti i temi toccati, tutti riguardanti le questioni di casa parigina, il cui focus principale - dopo una roboante campagna acquisti estiva - non può che essere la conquista della Champions League:
"C’è grande attesa e ci assumiamo il ruolo di favoriti. Non possiamo dire di non voler vincere la Coppa e sappiamo che se succedesse a Parigi sarebbe qualcosa di unico. Se ci fosse una macchina che misura la passione, si capirebbe che cosa c’è dietro al PSG". Le parole del dirigente brasiliano a 'La Gazzetta dello Sport'.
Elogio al lavoro del presidente Nasser Al-Khelaifi:
"Nasser Al-Kelahifi non mette solo i soldi, la differenza la fa la velocità nel prendere le decisioni. Ha accettato la presidenza dell’Eca che non porta nessun beneficio al PSG, ma gli consente di dare un contributo importante nel momento in cui il calcio sta cercando strade nuove per proiettarsi nel futuro e uscire dalla crisi post Covid".
L'ingaggio di Gianluigi Donnarumma e la sua gestione in parallelo a quella di Keylor Navas:
"Non abbiamo mai contattato Donnarumma prima di giugno, quando aveva già deciso di non rimanere al Milan. Situazione diversa da quella del Real Madrid, che da due anni parla pubblicamente di Mbappé e questo è da sanzionare perché è una mancanza di rispetto. Le panchine di Gigio? Abbiamo un gruppo competitivo ed è normale che ci sia concorrenza".
Il futuro di Kylian Mbappé:
"Mbappé è uno dei migliori al mondo e noi vogliamo che resti. Ha già fatto la storia del PSG ma può andare oltre, rappresenta il club al 100%. È un gioiello, ti fa venire voglia di prenderlo in braccio, non possiamo pensare di stare senza. Se funzionano lui, Neymar e Messi possiamo costruire qualcosa di unico".
Le critiche di Tebas dopo l'acquisto di Messi:
"Non capisco perché parli di noi, è il presidente della Liga, non c’entra nulla col PSG. Con Messi avevamo già gettato le basi per creare un rapporto, però pensavamo che rinnovasse. Ha un silenzio impattante, è entrato da noi come se fosse l’ultimo dello spogliatoio".


