L'ultima giornata di Premier League ha emesso i suoi verdetti definitivi per quanto concerne la corsa salvezza: Leicester e Leeds sono ufficialmente retrocesse in Championship.
Le Foxes e gli Whites si aggiungono al fanalino di coda Southampton e nella prossima stagione giocheranno al secondo piano della piramide calcistica inglese.
Nell'ultimo turno di campionato sarebbe servita un'impresa e, invece, impresa non è stata. Il Leeds ha perso 4-1 in casa il proibitivo match contro il Tottenham, mentre il Leicester, pur vincendo in casa contro il West Ham, è stato gelato dal contemporaneo successo dell'Everton, impegnato in casa contro il Bournemouth già salvo.
Risultati che hanno fatto proprio il gioco dei Toffees, capaci di strappare la salvezza all'ultimo respiro, grazie ai frutti della cura Dyche. Un finale tristissimo per una squadra che solamente sette anni fa celebrava una delle imprese più clamorose della storia della Premier, con il titolo vinto contro ogni pronostico sotto la guida tecnica di Claudio Ranieri.
Rimanere competitivi in Premier per una realtà di seconda fascia, si sa, è materia assai complicata, se si considerano forza, livello e disponibilità delle contendenti. Ciò che ci è rimasto in eredità, a sette anni di distanza da quel trionfo contro ogni pronostico, è un Leicester che si è progressivamente normalizzato e che ora vede materializzarsi l'incubo più grande.
Nelle stagioni seguenti alla vittoria del campionato il Leicester è riuscito a togliersi diverse soddisfazioni, come il raggiungimento dei quarti di finale di Champions League nel 2017, la vittoria della FA Cup nel 2021 e della Community Shield nello stesso anno. Ha disputato l'Europa League e ha raggiunto le semifinali di Conference, regalando ai propri tifosi una dimensione sino a poco tempo prima letteralmente sconosciuta.
Di acqua sotto i ponti, in realtà, ne è passata tantissima: Ranieri è stato esonerato nel 2017, poi ci sono state le (brevissime) parentesi targate Shakespeare e Puel, a precedere l'arrivo diBrendan Rodgersnel febbraio 2019.
All'imbocco della stagione 2022/23, però, qualcosa si è irrimediabilmente rotto: le Foxes sono entrate in un vortice di negatività che ha indubbiamente influenzato quanto (poco) si è visto in questa stagione. In piena crisi di risultati,Rodgers è stato esonerato ad aprileed ora la patata bollente è finita nelle mani diDean Smith, chiamato a salvare il salvabile in questo scorcio finale di stagione. Un'impresa evidentemente non riuscita e culminata nel terzultimo posto finale, condito da un ruolino di marcia terrificante, che conta qualcosa come 22 sconfitte su 38 partite. Il peggiore rendimento della Premier dopo quello del Southampton fanalino di coda.
Alle spalle delle Foxes, invece, si è piazzato il Leeds, altra grande delusa di giornata e protagonista di un'annata che definire tormentata suonerebbe quasi come un eufemismo.
Basti pensare, infatti, che nel corso di un solo campionato si sono avvicendati ben quattro allenatori al timone di una squadra che tra le proprie fila poteva vantare anche il volto nuovo del calcio italiano, ovvero 'Willy' Gnonto, e uno che in Serie A ha saputo destreggiarsi molto bene come Weston McKennie, arrivato in prestito dalla Juventus. E invece no. Non è bastato neanche questo.
Marsch è stato esonerato dopo 24 giornate, Skubala ha recitato il ruolo di traghettatore per una sola giornata, poi è stata la volta di Javi Gracia, rimasto in carica per sole 10 partite, prima dell'arrivo di Allardyce che con una manciata di giornate a disposizione non è riusciti a tradurre sogni e speranze in realtà. Tornato in Premier nel 2020, dopo un interminabile digiuno di 16 anni, il Leeds fa nuovamente marcia indietro dopo sole tre stagioni. Una delusione cocente anche, e soprattutto, per Andrea Radrizzani, ovvero il proprietario del club, nonché colui che di è recente è stato chiamato a dare nuova linfa e continuità alla Sampdoria, anch'essa retrocessa dopo un campionato da incubo. Esattamente come il suo Leeds.
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