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Abraham ZanioloGOAL/Getty Images

Le due facce della Roma: la rinascita di Abraham, rebus Zaniolo

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La Roma fa il miracolo a San Siro e acciuffa un clamoroso inaspettato pareggio allo scoccare del terzo minuto di recupero. Con il Milan avanti 2-0, i giallorossi hanno rianimato una prova decisamente opaca inscenando un finale da urlo: all'87' è arrivato il goal di Ibanez, buono per riaccendere le speranze.

Poi, al 93', ecco servita la zampata di Tammy Abraham, firmatario del definitivo 2-2 che mantiene i giallorossi a -3 dal quarto posto che vale l'accesso alla prossima Champions League.

Non poteva esserci contesto migliore per permettere all'attaccante inglese di tornare in auge dopo un periodo tutt'altro che brillante. Quello contro i rossoneri è, infatti, soltanto il suo quarto centro in campionato, anche in questo caso maturato in trasferta: dopo la rete allo Stadium contro la Juve, e i sigilli e Empoli e Sassuolo, ecco la griffe in quel di Milano.

Il modo migliore per approcciare ad un 2023 che deve, per forza di cosa, sfociare in un pronto riscatto per l'ex attaccante del Chelsea, passato nel giro di pochi mesi da trascinatore nel percorso trionfale in Conference League ad annaspare nei meandri di una stagione che non sembra(va) sorridergli, visto il lungo digiuno da goal e la mancata convocazione per i Mondiali del Qatar con l'Inghilterra.

E invece il sorriso l'ha regalato lui a Mourinho che, nonostante l'assenza in panchina per squalifica, può comunque godersi un gruzzoletto di quattro punti messi in tasca nel giro di quattro giorni. Abraham, per la cronaca, non è andato a segno nella prima gara dell'anno nuovo contro il Bologna, ma il segno è stato comunque in grado di lasciarlo. Come? Evitando un goal praticamente fatto - sarebbe stato quello del pareggio - con un salvataggio provvidenziale sulla linea di porta.

Una vittoria e un pareggio in una manciata di ore consentono alla Roma di mantenere il mirino puntato sulla zona Champions, distante soltanto tre punti. E con un Abraham ritrovato, sogni e ambizioni trovano inevitabilmente nuova linfa.

"Mi sono detto su quella punizione che era la mia occasione, il pallone è arrivato a me e ringrazio Dio perché ero nel posto giusto.
Stavolta abbiamo avuto una reazione da grande squadra . Stiamo costruendo qualcosa d’importante. Avevo detto prima della pausa che saremmo tornati più forti.
Ebbene, in queste due partite abbiamo ottenuto una vittoria e un pareggio.
Sono sicuro che quella contro il Milan è stata una buona partita e sono contento per i tifosi. Dobbiamo continuare così, stiamo andando sulla strada giusta", le parole dell'attaccante a 'Roma TV'.
Tammy Abraham Milan 2022-23Getty Images

Chi invece la retta via sembra averla momentaneamente smarrita è Nicolò Zaniolo. Anche a Milano il numero 22 non è stato in grado di prendersi la ribalta, dando vita ad un copione fatto di pochi sussulti e tante ombre.

La sua partita è durata poco più di un'ora, prima della sostituzione a beneficio del giovanissimo Tahirovic. In 66', però, il classe 1999 non ha lasciato traccia del suo passaggio alla Scala del Calcio.

Imbrigliato sul binario destra - vista la compresenza degli altri tre 'tenori' che rispondono ai nomi di Pellegrini, Dybala e Abraham - il prodotto del vivaio dell'Inter non è mai stato in grado di trovare la chiave per svoltare la sua serata. Tutt'altro.

Se la porta di Tatarusanu ha rappresentato per lui una sorta di chimera, l'esigenze tattiche di Mourinho l'hanno costretto a badare al sodo, monitorando le iniziative di Theo Hernandez, pericoloso dirimpettaio sull'out di competenza.

In poche parole, una gara di puro sacrificio che ha finito per vederlo protagonista di qualche (scriteriato) intervento in fase difensiva, decisamente non il suo habitat naturale.

Quello che rimane della sua notte milanese è una prestazione che naviga abbondantemente sotto la linea della sufficienza. Una bella gatta da pelare per Mourinho, chiamato a rivitalizzare le prestazioni di quello che - al netto del periodo di forma - rappresenta un patrimonio del club giallorosso e del suo pacchetto offensivo.

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