Da quasi tre anni, ormai, Ezequiel Lavezzi è un ex giocatore. Niente più guizzi, niente più finte, niente più giochetti col pallone. Il Napoli, il PSG, la Cina: frammenti di una carriera ad alti livelli, chiusa nel 2019. E ora che inizia una nuova avventura in Italia (commenterà la Champions League per Prime Video), il Pocho ha concesso un'intervista a 'Fanpage' nella quale, chiaro, il Napoli occupa il primo posto nella lista degli argomenti.
“Sono legato a tutte le squadre in cui sono stato, ma Napoli ha un plus. Troppa attenzione nei miei confronti? È stata una fase intensa della mia vita, cinque anni di fila. Quell’aspetto è arrivato a stancarmi un po’. Ma questo non vuol dire che a Napoli non mi abbiano fatto del bene, anzi”.
Con chi è ancora in contatto Lavezzi dei vecchi compagni?
"Parlo ancora con tanti giocatori. Paolo Cannavaro, Gokhan Inler, Camilo Zuniga. Ma ne dimentico altri di sicuro.
I momenti con Marek e Edi rappresentano gran parte della gioia della mia carriera. Anche con loro ci sentiamo ancora, per sapere come vanno le cose, o per farci i complimenti in caso di vittorie. C’è un bel rapporto, sì”.
GettyOggi, se fosse al top della carriera, Lavezzi accetterebbe un'eventuale proposta del Napoli?
“Sicuramente. Senza dubbio. Da dirigente? Sì, perché no. Ma non mi è stata mai proposta una cosa del genere”.
Qualche anno fa l'Inter ha provato più volte a portarlo a Milano. Senza mai riuscirci.
“Sono stati tanti i momenti in cui avrei potuto farlo. Non è mai successo perché ho deciso di non giocare in squadre italiane che non fossero il Napoli. Ho avuto la possibilità e non l’ho mai fatto per rispetto della gente che mi ha amato lì”.
Quindi, spazio al Lavezzi commentatore.
“Di Maria alla Juventus? Un colpo enorme. È un giocatore di grandissima qualità e sono sicuro che lo farà vedere in questo campionato.
“Dybala alla Roma? Avrà sicuramente avuto i suoi motivi. Io mi auguro che faccia bene e che possa continuare a dimostrare il suo valore”.
E la Champions League? Un obiettivo per tante, una realtà per poche.
“Perché il PSG non riesce a vincerla? Perché te la giochi con grandissime squadre e non è facile ottenere quello che vogliono tutti. Bisogna indovinare l’anno giusto e avere un po’ di fortuna. Al PSG è sempre mancato qualcosa.
Cosa manca alle squadre italiane? I soldi. Quelli che fanno arrivare i migliori giocatori e hanno reso la Premier League il miglior campionato al mondo. Servono soldi per prendere i giocatori migliori e costruire le squadre più forti”.


