Monza, Parma e Verona. Tre indizi che fanno evidentemente una prova. Tre indizi che fanno impennare le quotazioni di Lautaro Martinez, tornato protagonista con la maglia dell'Inter dopo un Mondiale in Qatar sfociato nella conquista del titolo, ma vissuto da rincalzo.
L'argentino ha infatti lasciato il segno in tutte le ultime tre partite ufficiali con i nerazzurri, eccetto il big match contro il Napoli del 4 gennaio: rete dell'illusorio vantaggio all'U-Power Stadium, a precedere la doppia zampata in quel di San Siro: quella che ha scongiurato lo spettro di una clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia, prolungando la sfida ai tempi supplementari, e quella che ha deciso il match contro gli scaligeri.
Tre goal in sette giorni per consentire all'Inter di rimanere a stretto contatto con Milan e Juventus all'inseguimento di un Napoli imprendibile, e di proseguire il proprio percorso nella coppa nazionale.
Il classe 1997 conferma la sua particolare ispirazione quando indossa i colori nerazzurri. E a ribadire il trend ci sono infatti i numeri che fotografano il suo periodo proficuo con la maglia della Beneamata: l'ex Racing, infatti, è stato coinvolto in otto reti nelle sue ultime otto gare da titolare in Serie A.
Nell'ordine, goal alla Salernitana, doppietta e assist contro la Fiorentina, rete al Bologna, un assist a Dzeko contro l'Atalanta e, infine, i due guizzi contro Monza e Verona.
Un evidente fattore nell'economia della squadra allenata da Simone Inzaghi. Una garanzia totale ogni volta che il numero 10 scende in campo dall'inizio: con 11 goal tra tutte le competizioni, l'attaccante albiceleste è il miglior marcatore nerazzurro in stagione e soltanto un goal lo separa dal raggiungimento della doppia cifra in Serie A per il quarto campionato consecutivo.
Rendimento di grande spessore, tuttavia non replicato con la maglia dell'Argentina in Qatar: schierato dal primo minuto soltanto nel match inaugurale contro l'Arabia Saudita, Lautaro ha visto ridursi sensibilmente il proprio minutaggio a vantaggio di Julian Alvarez, capace di scavalcarlo nelle gerarchie d'attacco di Scaloni.
Nonostante la Coppa sollevata al cielo di Lusail e il rigore decisivo trasformato contro l'Olanda ai quarti di finale, il 'Toro' non è riuscito a prendersi i riflettori della vincente spedizione argentina chiudendo senza goal in terra qatariota.
Uno scenario diametralmente opposto rispetto a quanto emerso in quel di Milano dove l'Inter, di Lautaro Martinez, sembra non poterne fare proprio a meno.
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