Correva la stagione 2001/02 quando Dario Hubner, onesto mestierante del pallone, si laureava capocanniere della Serie A a pari merito con un certo David Trezeguet grazie ai 24 goal realizzati con la maglia del Piacenza. Il tutto all'età di 35 anni.
La storia di Hubner, d'altronde, è quella di un bomber per caso che fino a vent'anni alternava l'attività agonistica da calciatore col lavoro da carpentiere. Dopo tre stagioni al Fano, allenato da Francesco Guidolin, Hubner però diventa 'tatanka' o 'bisonte' e finisce così sul taccuino di molti dirigenti.
IL DEBUTTO IN SERIE A E LA COPPIA CON BAGGIO
Dopo cinque anni al Cesena, Hubner assaggia finalmente la Serie A col Brescia, con cui debutta all'età di 30 anni segnando subito alla prima nella Scala del calcio contro l'Inter di Ronaldo il Fenomeno. Mentre la domenica successiva realizza addirittura una tripletta contro la Sampdoria.
La sua prima stagione in Serie A si concluderà con la retrocessione nonostante i 16 goal realizzati. Ma lo stesso Hubner guiderà il Brescia all'immediata risalita e nel 2000/01 farà da spalla a Roby Baggio in una coppia da sogno che permette alla Rondinelle di qualificarsi per l'Intertoto, tanto che il presidente Corioni dirà di lui: "Senza grappa e sigarette sarebbe il più forte di tutti”.
Una passione quella per il fumo che il diretto interessato, peraltro, non ha mai nascosto. Anzi.
"Quando fumavo era alla luce del sole. In ritiro il mio beauty era pieno di accendini dei compagni: li compravano, fumavano dal sabato mattina alla domenica prima della partita e poi basta. Non lo facevano sapere nemmeno alle mogli, volevano salvare la loro immagine. Ma di cosa bisognava vergognarsi?. Prima di scendere in campo nel sottopassaggio fumavo sempre. Giusto qualche tiro eh, mica tutta la sigaretta. Anche tra primo e secondo tempo, mi stemperava e mi rilassava. Ognuno aveva il suo: chi si faceva i massaggi, chi beveva sali minerali, io andavo in bagno e accendevo. Gli allenatori si lamentavano? No, sapevano che ero fatto così. Anche il grappino mi piace, ma mica arrivavo ubriaco alle partite”.
CAPOCANNONIERE INSIEME A TREZEGUET
Goal / GettyIl meglio per Hubner arriva però l'anno dopo a Piacenza dove il bomber operaio, come lui stesso ama definirisi, si laurea addirittura capocannoniere della Serie A segnando 24 goal. Gli stessi realizzati da un certo David Trezeguet con la Juventus Campione d'Italia nello storico pomeriggio del 5 maggio.
Hubner diventa così il calciatore più anziano a vincere la classifica marcatori della Serie A, record che gli verrà strappato qualche anno dopo da Luca Toni col Verona. Lo stesso Toni che da giovane promessa prese il suo posto al Brescia. Il Bisonte però resta ancora oggi l'unico, insieme a Igor Protti, ad aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C.
Nell'estate successiva quindi Hubner ha finalmente la grande occasione della sua vita calcistica: una tournée estivacol Milan.
IL MILAN E LA FAKE NEWS DELLA BIRRA
Anche durante la breve parentesi rossonera però Hubner viene inseguito dalla sua fama, tanto che inizia a girare una voce secondo cui Ancelotti lo avrebbe sorpreso con sigratetta e birra all'interno dello spogliatoio. Voci smentite seccamente dal diretto interessato a 'gianlucadimarzio.com' qualche anno fa.
"Che mi sia bruciato le mie carte perché bevevo birra e fumavo in spogliatoio, quella è un’altra bufala. In prova al Milan, solo un deficiente lo farebbe. La tournée estiva con il Milan per me è stata un sogno. Mi ricordo alla perfezione quei 12 giorni negli Stati Uniti: la mia stanza fumatori in albergo, le uscite con Zauli, Tonetto e Ambrosini, che era con me già a Cesena. E poi lo shopping americano di Costacurta con la Colombari: quanto avevano speso!”.
LA VITA DOPO IL CALCIO

Hubner dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha tentato la carriera da allenatore ma senza troppo successo raccogliendo due esoneri in Eccellenza col Royal Fiore e in Serie D dall'Atletico Montichiari.
L'ex attaccante ha così deciso di aprire un bar a Passarera, affidandone la gestione ad alcuni amici. Perchè "senza grappa e sigarette sarebbe il più forte di tutti" ma forse non sarebbe stato Dario Hubner: il bomber operaio.
